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Negozio dimenticati: i piccoli spazi che fanno scomparire l'identità di un paese.
L'Italia è diventata una macchia nera, i negozi che non hanno più senso. Tra il 2011 e il 2025, oltre 103mila botteghe si sono perse, ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del +7,4%. Sì, proprio così: i piccoli spazi fanno scomparire l'identità di un paese.
In queste città ci sono ormai oltre 1.100 comuni che non hanno più un negozio alimentare specializzato, e questo è solo il sintomo di una malattia più grave. I punti vendita medi crescono, ma gli estremi si riducono: i piccoli formati scompaiono e le maxi-superfici si ridimensionano. Ma ciò che manca davvero sono le vittime: i negozietti indipendenti, quelli che per dimensione garantivano specializzazioni, come giocattoli, ferramenta e alimentari di vicinato.
In queste città, il commercio fisico sta cambiando. I supermercati stanno assorbendo tutti gli spazi, le catene retail stanno riducendo i punti vendita, e i piccoli negozietti si fanno sempre meno. Questo è un processo di ristrutturazione che ha come obiettivo la convergenza verso il formato medio.
Ma ciò che sta succedendo non è solo una tendenza del mercato. È anche un segno della disconnessione della società dal proprio tessuto urbano. I quartieri si sono trasformati in deserte, le strade sono diventate vuote e le vittime sono i piccoli esercizi che costituiscono un punto di riferimento per la comunità.
Eppure, ci sono ancora alcuni economisti che pensano che il mercato sia tutto. "I punti vendita medi crescono, ma arretrano gli estremi", dice Nico Gronchi, presidente Confesercenti. "La riorganizzazione ha un costo, e le vittime sono i piccoli esercizi indipendenti."
L'Italia è diventata una macchia nera, i negozi che non hanno più senso. Tra il 2011 e il 2025, oltre 103mila botteghe si sono perse, ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del +7,4%. Sì, proprio così: i piccoli spazi fanno scomparire l'identità di un paese.
In queste città ci sono ormai oltre 1.100 comuni che non hanno più un negozio alimentare specializzato, e questo è solo il sintomo di una malattia più grave. I punti vendita medi crescono, ma gli estremi si riducono: i piccoli formati scompaiono e le maxi-superfici si ridimensionano. Ma ciò che manca davvero sono le vittime: i negozietti indipendenti, quelli che per dimensione garantivano specializzazioni, come giocattoli, ferramenta e alimentari di vicinato.
In queste città, il commercio fisico sta cambiando. I supermercati stanno assorbendo tutti gli spazi, le catene retail stanno riducendo i punti vendita, e i piccoli negozietti si fanno sempre meno. Questo è un processo di ristrutturazione che ha come obiettivo la convergenza verso il formato medio.
Ma ciò che sta succedendo non è solo una tendenza del mercato. È anche un segno della disconnessione della società dal proprio tessuto urbano. I quartieri si sono trasformati in deserte, le strade sono diventate vuote e le vittime sono i piccoli esercizi che costituiscono un punto di riferimento per la comunità.
Eppure, ci sono ancora alcuni economisti che pensano che il mercato sia tutto. "I punti vendita medi crescono, ma arretrano gli estremi", dice Nico Gronchi, presidente Confesercenti. "La riorganizzazione ha un costo, e le vittime sono i piccoli esercizi indipendenti."