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L'imam di Torino Mohamed Shahin, un uomo sposato con due figli, è stato costretto a lasciare la sua abitazione e ora si trova nel Centro di Perquisizione di Caltanissetta. La decisione del ministero dell'interno di espellerlo in Egitto ha scatenato una furia di proteste nella città.
Shahin, che è stato imam della moschea di via Saluzzo da anni, è stato accusato di aver pronunciato frasi contro lo Stato italiano durante una manifestazione a piazza Castello. Il 7 ottobre, durante un contatto con uno dello stesso nome che era al megafono, ha dichiarato: "Quello che è successo il 7 ottobre non è una violenza, non è una violazione". Queste parole hanno sollevato molte polemiche e hanno spinto la deputata Augusta Montaruli a chiedere l'espulsione di Shahin.
Tuttavia, gli attivisti che si sono mobilitati per la liberazione di Shahin sostengono che le accuse contro di lui sono false e che è un uomo che ha contribuito al dialogo interreligioso nella città. Il collettivo spontaneo dei cittadini di San Salvario, quartiere dove l'imam è da anni molto attivo, difende la libertà di Shahin e sostiene che non rappresenta un pericolo per lo Stato italiano.
La protesta continua quotidianamente davanti alla prefettura e si spera che il governo ritardi le sue decisioni sull'espulsione. Il ricorso della famiglia di Shahin per la richiesta d'asilo sarà depositato lunedì prossimo.
Shahin, che è stato imam della moschea di via Saluzzo da anni, è stato accusato di aver pronunciato frasi contro lo Stato italiano durante una manifestazione a piazza Castello. Il 7 ottobre, durante un contatto con uno dello stesso nome che era al megafono, ha dichiarato: "Quello che è successo il 7 ottobre non è una violenza, non è una violazione". Queste parole hanno sollevato molte polemiche e hanno spinto la deputata Augusta Montaruli a chiedere l'espulsione di Shahin.
Tuttavia, gli attivisti che si sono mobilitati per la liberazione di Shahin sostengono che le accuse contro di lui sono false e che è un uomo che ha contribuito al dialogo interreligioso nella città. Il collettivo spontaneo dei cittadini di San Salvario, quartiere dove l'imam è da anni molto attivo, difende la libertà di Shahin e sostiene che non rappresenta un pericolo per lo Stato italiano.
La protesta continua quotidianamente davanti alla prefettura e si spera che il governo ritardi le sue decisioni sull'espulsione. Il ricorso della famiglia di Shahin per la richiesta d'asilo sarà depositato lunedì prossimo.