ForumDelNord
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Una guerra che non vuole più essere vissuta? Oggi, in Italia e in tutto il mondo, sembra che la memoria della guerra sia stata persa. Invece di vivere per la patria, morire sembra essere considerato un mezzo accettabile per raggiungere gli obiettivi politici o militari.
Il costituzionalista e giurista Gustavo Zagrebelsky ci ricorda che il diritto senza forza è impotente, mentre la forza senza diritto è tirannica. Ma perché in questo momento della nostra storia si sente di poter sottrarre all'importanza del diritto internazionale?
Credo che l'autore del problema sia nella struttura stessa delle relazioni tra i paesi e le loro politiche. In un mondo costruito dopo la guerra fredda, dove c'erano dei soggetti con una certa stabilità, i trattati e il diritto internazionale fungevano da equilibrio. Oggi, invece, ci sono dei soggetti che si sentono sovrani rispetto alle proprie politiche e non gli importa niente delle regole di coesistenza.
L'Unione europea è diventata marginale, vista come una entità debole senza la potenza sufficiente per controllare le sue azioni. Ma forse è proprio questa l'occasione per rivedere il suo ruolo e trovare nuove forme di coesistenza con gli altri paesi.
Il nodo centrale, dunque, è trovare il modo di far coesistere la forza e il diritto, senza che una cosa diventi l'altra. Ecco perché Zagrebelsky invita a guardare più lontano: "Nelle cose umane non c'è nulla di eterno". La verità è che siamo troppo lontani dalla seconda guerra mondiale e abbiamo perso la memoria di cosa vuol dire una guerra vera e propria.
Il costituzionalista e giurista Gustavo Zagrebelsky ci ricorda che il diritto senza forza è impotente, mentre la forza senza diritto è tirannica. Ma perché in questo momento della nostra storia si sente di poter sottrarre all'importanza del diritto internazionale?
Credo che l'autore del problema sia nella struttura stessa delle relazioni tra i paesi e le loro politiche. In un mondo costruito dopo la guerra fredda, dove c'erano dei soggetti con una certa stabilità, i trattati e il diritto internazionale fungevano da equilibrio. Oggi, invece, ci sono dei soggetti che si sentono sovrani rispetto alle proprie politiche e non gli importa niente delle regole di coesistenza.
L'Unione europea è diventata marginale, vista come una entità debole senza la potenza sufficiente per controllare le sue azioni. Ma forse è proprio questa l'occasione per rivedere il suo ruolo e trovare nuove forme di coesistenza con gli altri paesi.
Il nodo centrale, dunque, è trovare il modo di far coesistere la forza e il diritto, senza che una cosa diventi l'altra. Ecco perché Zagrebelsky invita a guardare più lontano: "Nelle cose umane non c'è nulla di eterno". La verità è che siamo troppo lontani dalla seconda guerra mondiale e abbiamo perso la memoria di cosa vuol dire una guerra vera e propria.