ItaliaPensante
Well-known member
Vannacci, la rottura con Salvini è ormai totale. Il generale ha confermato l'abbandono della Lega e si è affermato decisivo sul suo futuro politico. "I voti sono miei", scrive su social, rivendicando la legittimità della sua scelta e denunciando una disparità di trattamento con gli altri parlamentari che hanno lasciato il Carroccio.
La questione non è procedurale, ma politica. Valori, principi, coerenza: parole chiave che tornano anche nelle dichiarazioni rilasciate da Modena, all'indomani della nascita di Futuro Nazionale. A suo dire, la slealtà non sarebbe sua, ma della Lega, colpevole di sostenere alcune battaglie salvo poi votare in direzione opposta.
La replica di Salvini è dura e affonda nel terreno costituzionale. L'articolo 67, quello che sancisce l'assenza di vincolo di mandato, "andrebbe cambiato", sostiene il leader leghista: chi viene eletto con un simbolo dovrebbe restare fedele a quel partito o dimettersi.
Chi divide il centrodestra finisce in corsia, avverte Salvini, liquidando l'uscita di Vannacci come un errore che non intaccherà il percorso della Lega. Ma la frattura si allarga e sembra che Salvini non possa permettersi di sottovalutare questo fenomeno.
L'esodo dei parlamentari verso il gruppo misto registra due nuove entrate: Edoardo Ziello e Rossano Sasso, deputati leghisti che hanno deciso di seguire Vannacci nella sua nuova avventura politica. "Il capogruppo della Lega ha dichiarato che l'emendamento al Dl Ucraina non rappresenta la linea del partito", interpreta Ziello. "Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità".
Dodici anni di militanza rivendicati con orgoglio, nessuna convenienza personale, la scelta di lasciare un partito di governo "per inseguire un sogno". Parole che certificano come la vicenda Vannacci non sia un episodio isolato, ma il sintomo di un disagio più profondo.
La questione non è procedurale, ma politica. Valori, principi, coerenza: parole chiave che tornano anche nelle dichiarazioni rilasciate da Modena, all'indomani della nascita di Futuro Nazionale. A suo dire, la slealtà non sarebbe sua, ma della Lega, colpevole di sostenere alcune battaglie salvo poi votare in direzione opposta.
La replica di Salvini è dura e affonda nel terreno costituzionale. L'articolo 67, quello che sancisce l'assenza di vincolo di mandato, "andrebbe cambiato", sostiene il leader leghista: chi viene eletto con un simbolo dovrebbe restare fedele a quel partito o dimettersi.
Chi divide il centrodestra finisce in corsia, avverte Salvini, liquidando l'uscita di Vannacci come un errore che non intaccherà il percorso della Lega. Ma la frattura si allarga e sembra che Salvini non possa permettersi di sottovalutare questo fenomeno.
L'esodo dei parlamentari verso il gruppo misto registra due nuove entrate: Edoardo Ziello e Rossano Sasso, deputati leghisti che hanno deciso di seguire Vannacci nella sua nuova avventura politica. "Il capogruppo della Lega ha dichiarato che l'emendamento al Dl Ucraina non rappresenta la linea del partito", interpreta Ziello. "Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità".
Dodici anni di militanza rivendicati con orgoglio, nessuna convenienza personale, la scelta di lasciare un partito di governo "per inseguire un sogno". Parole che certificano come la vicenda Vannacci non sia un episodio isolato, ma il sintomo di un disagio più profondo.