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Il grande stile italiano, come lo svela la vita e l'opera di Valentino Garavani. Il suo cibo era una riflessione della sua passione per la vita: autentico, semplice, armonioso. "Il piacere stava nell’armonia", ricorda Martin Lasarov, il suo chef più fedele. Le porzioni erano mai colme, perché la vera eleganza lascia sempre spazio. Il ristorante era una coreografia studiata nei dettagli, come ogni sua creazione. La tavola era un’opera d’arte, e cibo e vino si muovevano in armonia. La scelta degli ingredienti seguiva una logica precisa: prodotti controllati, spesso biologici. Il piatto era una conferma della sua filosofia di vita: rispetto per la materia e per chi la lavora.
Quanto a Giorgio Armani, anche lui rifiutava l’ostentazione e preferiva il lusso discreto. Il suo cibo era un esercizio di sottrazione, una forma di autodisciplina che proteggeva la concentrazione. Riso in bianco, verdure, pesce semplice: non c’era spazio per l’eccesso. La precisione di un equilibrio raggiunto era la sua filosofia culinaria. Il suo modo di mangiare era una rappresentazione della sua passione per il design e la moda: una sintesi di forme, colori e profumi che si muovevano in armonia.
Le due figure monumentali della moda italiana si ritrovavano nel rifiuto dell'ostentazione e nella convinzione che il lusso vero risieda nella qualità, non nella quantità. Nel convivio come nella moda, rifuggivano la sorpresa: preferivano la precisione di un equilibrio raggiunto. La loro passione per la vita si manifestava nel cibo, in una riflessione della sua filosofia di vita: rispetto per la materia e per chi la lavora.
E così, quando oggi rileggiamo i ricordi di Valentino Garavani e Giorgio Armani, emergono due maestri che hanno segnato il nostro tempo senza mai alzare la voce. Il loro stile italiano, come lo svela la vita e l'opera dei due stilisti, ci insegna a vivere con autenticità, semplicità e armonia.
Quanto a Giorgio Armani, anche lui rifiutava l’ostentazione e preferiva il lusso discreto. Il suo cibo era un esercizio di sottrazione, una forma di autodisciplina che proteggeva la concentrazione. Riso in bianco, verdure, pesce semplice: non c’era spazio per l’eccesso. La precisione di un equilibrio raggiunto era la sua filosofia culinaria. Il suo modo di mangiare era una rappresentazione della sua passione per il design e la moda: una sintesi di forme, colori e profumi che si muovevano in armonia.
Le due figure monumentali della moda italiana si ritrovavano nel rifiuto dell'ostentazione e nella convinzione che il lusso vero risieda nella qualità, non nella quantità. Nel convivio come nella moda, rifuggivano la sorpresa: preferivano la precisione di un equilibrio raggiunto. La loro passione per la vita si manifestava nel cibo, in una riflessione della sua filosofia di vita: rispetto per la materia e per chi la lavora.
E così, quando oggi rileggiamo i ricordi di Valentino Garavani e Giorgio Armani, emergono due maestri che hanno segnato il nostro tempo senza mai alzare la voce. Il loro stile italiano, come lo svela la vita e l'opera dei due stilisti, ci insegna a vivere con autenticità, semplicità e armonia.