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Il mondo è davanti a una sfida esistenziale, un'opportunità per l'Occidente di riconvertirsi e ricominciare da zero o una condanna a diventare come la Cina. Secondo Mike Pompeo, il segretario degli Stati Uniti per gli affari di estero, la crisi globale è un'inadeguatezza istituzionale che si traduce in una minaccia esistenziale per le libere società occidentali.
La sfida è profondamente politica, morale e civile. Si tratta di fare i conti con il cambiamento di civiltà generazionale e culturale, per cui gli Stati Uniti devono rafforzare difesa, sicurezza e autonomia strategica e creare le condizioni perché investire sia conveniente e attrattivo. Il governo italiano deve creare un contesto normativo stabile, uno sistema finanziario che sostenga l’innovazione, una forza lavoro qualificata e istituzioni in grado di formare competenze avanzate.
La Cina è il nemico globale dell'Occidente, un modello basato sulla corruzione, sul dumping e sull'esportazione della dipendenza. L'Occidente si è reso pericolosamente dipendente da Pechino, dalle terre rare ai farmaci, per convenienza economica e pigrizia politica.
Il punto finale è la fiducia. Non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali: dove vogliono andare a vivere i giovani? In quale valuta si custodisce la ricchezza? "Non in renminbi", osserva Pompeo, "ma in dollari, euro e oro". È questo il segno di una superiorità civile che l'Occidente rischia di perdere solo se smette di crederci.
Il futuro della Nato è sicuro, ma deve evolversi. L'Alleanza non è in pericolo, ma devono affrontare minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese. Russia e Cina sono dossier separati, non affrontabili come un solo problema.
Il Sud globale è l'ultimo fronte della battaglia contro la Cina. L'Occidente ha approfittato di anni di distrazione per costruire infrastrutture, porti e leve di condizionamento politico, ma Pechino sta facendo lo stesso.
La sfida è profondamente politica, morale e civile. Si tratta di fare i conti con il cambiamento di civiltà generazionale e culturale, per cui gli Stati Uniti devono rafforzare difesa, sicurezza e autonomia strategica e creare le condizioni perché investire sia conveniente e attrattivo. Il governo italiano deve creare un contesto normativo stabile, uno sistema finanziario che sostenga l’innovazione, una forza lavoro qualificata e istituzioni in grado di formare competenze avanzate.
La Cina è il nemico globale dell'Occidente, un modello basato sulla corruzione, sul dumping e sull'esportazione della dipendenza. L'Occidente si è reso pericolosamente dipendente da Pechino, dalle terre rare ai farmaci, per convenienza economica e pigrizia politica.
Il punto finale è la fiducia. Non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali: dove vogliono andare a vivere i giovani? In quale valuta si custodisce la ricchezza? "Non in renminbi", osserva Pompeo, "ma in dollari, euro e oro". È questo il segno di una superiorità civile che l'Occidente rischia di perdere solo se smette di crederci.
Il futuro della Nato è sicuro, ma deve evolversi. L'Alleanza non è in pericolo, ma devono affrontare minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese. Russia e Cina sono dossier separati, non affrontabili come un solo problema.
Il Sud globale è l'ultimo fronte della battaglia contro la Cina. L'Occidente ha approfittato di anni di distrazione per costruire infrastrutture, porti e leve di condizionamento politico, ma Pechino sta facendo lo stesso.