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Washington, 29 gen. - Una mini tregua fra Russia e Ucraina apre uno spiraglio positivo verso la fine della guerra. "Speriamo che gli Stati Uniti riescano a farlo accadere", ha detto ieri Volodymyr Zelensky ringraziando Trump e l'America per gli sforzi volti a fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche.
La strada immaginata da Washington per raggiungere la pace è chiara: Kiev dovrebbe rinunciare a territori che per oltre un decennio hanno costituito la spina dorsale della sua difesa contro la Russia, ottenendo in cambio promesse di protezione militare dall'Occidente. L'ipotesi è riproposta dai funzionari americani, che definiscono i colloqui mediati dagli Stati Uniti tra le delegazioni russa e ucraina come "positivi e costruttivi".
Tuttavia, la Russia esclude l'ipotesi di colloqui con Zelensky in una città diversa da Mosca, accusandolo di non aver risposto a inviti "ripetuti". La guerra più lunga in Europa dalla Seconda guerra mondiale si avvia allora verso una soluzione diplomatica. Secondo gli analisti, ci sono tre scenari plausibili: la guerra continua con negoziati inconcludenti, l'Ucraina cede per prima a causa di un logoramento militare o la Russia stancarsi per prima.
Il primo scenario è probabilmente quello più probabile. Tuttavia, lo scetticismo prevale tra gli ucraini, che ritengono che il Donbass potrebbe essere usato come piattaforma per nuove offensive. Il secondo scenario è che l'Ucraina ceda a causa di un logoramento militare, mentre il terzo scenario è che sia la Russia a stancarsi per prima. Secondo gli analisti, la Russia non può sostenere la guerra a tempo indefinito e un rafforzamento delle sanzioni potrebbe accelerare una svolta in Ucraina.
In ogni caso, il 2026 sarà probabilmente l'anno dei combattimenti. La Russia continua ad attaccare le infrastrutture energetiche ucraine con missili e droni, lasciando le città al gelo e senza elettricità. L'elite economica russa è sempre più critica, ma finora Putin non mostra segnali di cedimento. La guerra più lunga in Europa dalla Seconda guerra mondiale si avvia allora verso una soluzione diplomatica, come auspicano gli inviati di Donald Trump.
La strada immaginata da Washington per raggiungere la pace è chiara: Kiev dovrebbe rinunciare a territori che per oltre un decennio hanno costituito la spina dorsale della sua difesa contro la Russia, ottenendo in cambio promesse di protezione militare dall'Occidente. L'ipotesi è riproposta dai funzionari americani, che definiscono i colloqui mediati dagli Stati Uniti tra le delegazioni russa e ucraina come "positivi e costruttivi".
Tuttavia, la Russia esclude l'ipotesi di colloqui con Zelensky in una città diversa da Mosca, accusandolo di non aver risposto a inviti "ripetuti". La guerra più lunga in Europa dalla Seconda guerra mondiale si avvia allora verso una soluzione diplomatica. Secondo gli analisti, ci sono tre scenari plausibili: la guerra continua con negoziati inconcludenti, l'Ucraina cede per prima a causa di un logoramento militare o la Russia stancarsi per prima.
Il primo scenario è probabilmente quello più probabile. Tuttavia, lo scetticismo prevale tra gli ucraini, che ritengono che il Donbass potrebbe essere usato come piattaforma per nuove offensive. Il secondo scenario è che l'Ucraina ceda a causa di un logoramento militare, mentre il terzo scenario è che sia la Russia a stancarsi per prima. Secondo gli analisti, la Russia non può sostenere la guerra a tempo indefinito e un rafforzamento delle sanzioni potrebbe accelerare una svolta in Ucraina.
In ogni caso, il 2026 sarà probabilmente l'anno dei combattimenti. La Russia continua ad attaccare le infrastrutture energetiche ucraine con missili e droni, lasciando le città al gelo e senza elettricità. L'elite economica russa è sempre più critica, ma finora Putin non mostra segnali di cedimento. La guerra più lunga in Europa dalla Seconda guerra mondiale si avvia allora verso una soluzione diplomatica, come auspicano gli inviati di Donald Trump.