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"Tony Pitony, la provocazione perfetta".
Se Alessandro non avesse detto "lo guardo soltanto se ci va Tony Pitony", forse non ci saremmo qui. E infatti, il suo commento è diventato un sottinteso "chi è questo?" su cui tutti cercano di rispondere con la stessa curiosità del nostro giovane amico.
Ecco perché una cosa è certa: Tony Pitony va a Sanremo e non per la sua musica, ma per il suo shock. È un artista che vuole lasciare il segno con le sue canzoni "irripetibili", come dice lo stesso Pucci.
Ma allora chi diavolo è questo Pitony? Non si sa ancora, perché non ci sono stati i ricorssi del Codacons e dei Moige. Ma si sa comunque che la sua musica è un mix di volgarità e parolacce. "I pezzi di questo ragazzo che si maschera da Elvis e ha appena firmato l'inno del FantaSanremo sono semplicemente irripetibili".
Ma qual è il pensiero dietro queste canzoni? Secondo Pucci, Pitony canta le parolacce come se fossero un'arma di propaganda. "In quei pezzi risuona forte e chiaro il pensiero degli incel".
Ora è chiaro: Tony Pitony non improvvisa. Le sue biografie raccontano che ha studiato arti performative, che ha una lunga gavetta nei teatri di Londra, che è un "artista concettuale".
Ma perché allora si chiude in un'atmosfera di polemica e controversia? Perché non c'è stato il ricorso del Codacons contro le sue canzoni? Il problema è che Tony Pitony cerca di far appello alla libertà d'espressione, ma solo se essa viene interpretata come diritto di scrivere ciò che si vuole. Invece, secondo Pucci, la musica di Pitony è un esempio "di come essere volgari e allo stesso tempo credere di essere coraggiosi".
Ecco perché, secondo Pucci, è una provocazione perfetta: Tony Pitony va a Sanremo millantando di dare una spallata al sistema che stanno cavalcando.
E però? Forse niente, o forse diventerà un caso. Aspettiamo e vediamo.
Se Alessandro non avesse detto "lo guardo soltanto se ci va Tony Pitony", forse non ci saremmo qui. E infatti, il suo commento è diventato un sottinteso "chi è questo?" su cui tutti cercano di rispondere con la stessa curiosità del nostro giovane amico.
Ecco perché una cosa è certa: Tony Pitony va a Sanremo e non per la sua musica, ma per il suo shock. È un artista che vuole lasciare il segno con le sue canzoni "irripetibili", come dice lo stesso Pucci.
Ma allora chi diavolo è questo Pitony? Non si sa ancora, perché non ci sono stati i ricorssi del Codacons e dei Moige. Ma si sa comunque che la sua musica è un mix di volgarità e parolacce. "I pezzi di questo ragazzo che si maschera da Elvis e ha appena firmato l'inno del FantaSanremo sono semplicemente irripetibili".
Ma qual è il pensiero dietro queste canzoni? Secondo Pucci, Pitony canta le parolacce come se fossero un'arma di propaganda. "In quei pezzi risuona forte e chiaro il pensiero degli incel".
Ora è chiaro: Tony Pitony non improvvisa. Le sue biografie raccontano che ha studiato arti performative, che ha una lunga gavetta nei teatri di Londra, che è un "artista concettuale".
Ma perché allora si chiude in un'atmosfera di polemica e controversia? Perché non c'è stato il ricorso del Codacons contro le sue canzoni? Il problema è che Tony Pitony cerca di far appello alla libertà d'espressione, ma solo se essa viene interpretata come diritto di scrivere ciò che si vuole. Invece, secondo Pucci, la musica di Pitony è un esempio "di come essere volgari e allo stesso tempo credere di essere coraggiosi".
Ecco perché, secondo Pucci, è una provocazione perfetta: Tony Pitony va a Sanremo millantando di dare una spallata al sistema che stanno cavalcando.
E però? Forse niente, o forse diventerà un caso. Aspettiamo e vediamo.