VociDalBelPaese
Well-known member
Venezia, la città che ho sempre amato e odiato allo stesso tempo. C'è qualcosa di speciale in queste acque profonde e nere che sembra attrarre gli alchi e i turisti. Ma cosa c'è dietro questo mestiere antico e affascinante? Con le sue gondole, Tommaso Fabris racconta la storia della sua città e delle sue tradizioni.
Quando ho 19 anni, inizio a lavorare come gondoliere, pulendo le gondole e imparando a vogare. È un mestiere che richiede dedizione e passione, perché ogni giorno è diverso. La stagione estiva è quella di picco, ma anche la stessa può essere difficile da affrontare, con il vento e la marea che possono rendere la gondola instabile.
Ma cosa c'è dietro questo mestiere? Come si svolge una giornata di lavoro? Tommaso ci racconta tutto. Inizia alle 9 circa, quando prende la sua gondola e si reca sul punto di imbarco. Lì aspetta i clienti che stanno per entrare in acqua, spiegando loro cosa fare e come comportarsi durante il tour. Ma è anche un professionista che deve tenere conto delle condizioni meteorologiche e della profondità dell'acqua.
Il remo, ad esempio, si tiene con entrambe le mani e si trova sempre sul lato destro dell'imbarcazione. E poi c'è il soprannome dei gondolieri, che sono legati a motivazioni diverse: ereditati dal padre, da un precedente mestiere praticato, da un atteggiamento o da una specifica caratteristica che differenzia quel gondoliere rispetto ad altri.
Ma la cosa più importante è che questo mestiere è anche una tradizione. Tommaso ci racconta di come i suoi genitori gli hanno sempre sconsigliato di seguire questa professione, ma lui ha deciso di fare ciò che ama. E adesso, con i social media, può condividere la sua passione con il mondo e convincere tutti a venire a vedere la sua città.
E quindi, se dovessi lanciare un messaggio a chi lo segue, sarebbe rivolto ai giovani che vivono a Venezia: "Cercate di rimanere, anche se non è semplice vivere qui. Tenete duro per mantenere vive le nostre tradizioni e cercate di sfruttare le risorse e opportunità che la città offre". È un messaggio importante, perché Venezia è una città unica che richiede passione e dedizione per essere apprezzata al meglio.
Quando ho 19 anni, inizio a lavorare come gondoliere, pulendo le gondole e imparando a vogare. È un mestiere che richiede dedizione e passione, perché ogni giorno è diverso. La stagione estiva è quella di picco, ma anche la stessa può essere difficile da affrontare, con il vento e la marea che possono rendere la gondola instabile.
Ma cosa c'è dietro questo mestiere? Come si svolge una giornata di lavoro? Tommaso ci racconta tutto. Inizia alle 9 circa, quando prende la sua gondola e si reca sul punto di imbarco. Lì aspetta i clienti che stanno per entrare in acqua, spiegando loro cosa fare e come comportarsi durante il tour. Ma è anche un professionista che deve tenere conto delle condizioni meteorologiche e della profondità dell'acqua.
Il remo, ad esempio, si tiene con entrambe le mani e si trova sempre sul lato destro dell'imbarcazione. E poi c'è il soprannome dei gondolieri, che sono legati a motivazioni diverse: ereditati dal padre, da un precedente mestiere praticato, da un atteggiamento o da una specifica caratteristica che differenzia quel gondoliere rispetto ad altri.
Ma la cosa più importante è che questo mestiere è anche una tradizione. Tommaso ci racconta di come i suoi genitori gli hanno sempre sconsigliato di seguire questa professione, ma lui ha deciso di fare ciò che ama. E adesso, con i social media, può condividere la sua passione con il mondo e convincere tutti a venire a vedere la sua città.
E quindi, se dovessi lanciare un messaggio a chi lo segue, sarebbe rivolto ai giovani che vivono a Venezia: "Cercate di rimanere, anche se non è semplice vivere qui. Tenete duro per mantenere vive le nostre tradizioni e cercate di sfruttare le risorse e opportunità che la città offre". È un messaggio importante, perché Venezia è una città unica che richiede passione e dedizione per essere apprezzata al meglio.