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Un misterioso decreto che genera sospetti? La risposta di Salvinì non lascia spazio al dubbio. "Innanzitutto, devo dire che il governo ha fatto un grande errore nel proporre queste misure", dice Matteo Salvini in un interview con 4 di Sera su Rete4.
"Questo decreto è solo una propaganda? Sì, è proprio così", afferma. "Le opposizioni dicono questo perché ci pensano ad essere contrari ai nuovi provvedimenti del governo. Ma noi, a Lega, sappiamo che questi provvedimenti sono necessari per la sicurezza della nostra patria".
Salvinì spiega che il decreto "è un atto di repressione", che "non è pensato alla gente comune". "La gente non vuole essere schiacciata dalle mura, ma noi sappiamo che è necessario proteggere l'Italia da chi cerca di entrare nel nostro paese in maniera clandestina".
Il leader della Lega sostiene che il decreto ha un effetto positivo. "Se uno blocca gli sbarchi e i clandestini, diminuiscono i morti, diminuiscono i reati", afferma. "Se tu proteggi le forze dell'ordine, ad esempio impedendo l'iscrizione automatica nel registro degli indagati per un poliziotto o per un carabiniere che usa un'arma nel corso del suo lavoro per difendersi, ritengo che sia utile".
Ecco allora la risposta di Salvinì: il decreto è un atto di sicurezza, non una propaganda. Ma la domanda rimane aperta: chi ha pensato a questi provvedimenti e cosa ci aspettano i prossimi giorni?
"Questo decreto è solo una propaganda? Sì, è proprio così", afferma. "Le opposizioni dicono questo perché ci pensano ad essere contrari ai nuovi provvedimenti del governo. Ma noi, a Lega, sappiamo che questi provvedimenti sono necessari per la sicurezza della nostra patria".
Salvinì spiega che il decreto "è un atto di repressione", che "non è pensato alla gente comune". "La gente non vuole essere schiacciata dalle mura, ma noi sappiamo che è necessario proteggere l'Italia da chi cerca di entrare nel nostro paese in maniera clandestina".
Il leader della Lega sostiene che il decreto ha un effetto positivo. "Se uno blocca gli sbarchi e i clandestini, diminuiscono i morti, diminuiscono i reati", afferma. "Se tu proteggi le forze dell'ordine, ad esempio impedendo l'iscrizione automatica nel registro degli indagati per un poliziotto o per un carabiniere che usa un'arma nel corso del suo lavoro per difendersi, ritengo che sia utile".
Ecco allora la risposta di Salvinì: il decreto è un atto di sicurezza, non una propaganda. Ma la domanda rimane aperta: chi ha pensato a questi provvedimenti e cosa ci aspettano i prossimi giorni?