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Il giovane rapper tunisino Sayf, in gara al Festival di Sanremo con il brano "Tu mi piaci tanto", ha spiegato perché il suo nome è stato scelto: è il nome che avrebbe voluto dare alla sua madre se non lo avessero preso. Il 26enne genovese, di origini tunisine e italiana, ricorda che all'inizio si vergognava della sua attenzione, ma ormai sta cercando di utilizzare la musica per esporre i suoi pensieri e le sue emozioni.
Il brano in gara è un mix tra ritornello virale e barre sociali. Sayf spiega che ci sono due letture possibili: una ironica per camuffare l'entità del pezzo, l'altra che invita a concentrarsi sulle piccole cose della vita, come una società avida di prevaricazioni.
Nelle barre del brano, Sayf cita due personaggi italiani: Alessandro Tenco e Fabio Cannavaro. Per il rapper la loro figura rappresenta un ricordo vivido, per il secondo è un omaggio alla fine del mondo degli sportivi che hanno vissuto, come lui.
I riferimenti politici all'interno del brano sono molto netti. Lo stesso Sayf spiega di riferirsi sarcasticamente a Silvio Berlusconi, senza però omettere l'importanza dei suoi primi passi nel mondo della musica.
Sayf racconta che prima del Festival la sua famiglia lo aveva incoraggiato a cantare: "Posso rappresentare quelli come me".
Il brano in gara è un mix tra ritornello virale e barre sociali. Sayf spiega che ci sono due letture possibili: una ironica per camuffare l'entità del pezzo, l'altra che invita a concentrarsi sulle piccole cose della vita, come una società avida di prevaricazioni.
Nelle barre del brano, Sayf cita due personaggi italiani: Alessandro Tenco e Fabio Cannavaro. Per il rapper la loro figura rappresenta un ricordo vivido, per il secondo è un omaggio alla fine del mondo degli sportivi che hanno vissuto, come lui.
I riferimenti politici all'interno del brano sono molto netti. Lo stesso Sayf spiega di riferirsi sarcasticamente a Silvio Berlusconi, senza però omettere l'importanza dei suoi primi passi nel mondo della musica.
Sayf racconta che prima del Festival la sua famiglia lo aveva incoraggiato a cantare: "Posso rappresentare quelli come me".