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"Referendum è solo l'inizio". Il Comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia si sta preparando a ricorrere contro la decisione del governo di ignorare le leggi e la Costituzione. I responsabili dichiarano di dover caricare sulle spalle la responsabilità di difendere l'ordinamento giuridico della Repubblica, ma non sembrano esimersi dalle critiche. "Il governo ha scelto di ignorare il proprio dovere di rispettare la Costituzione", afferma l'avvocato Guglielmi, portavoce del Comitato.
La scelta delle date per le elezioni del referendum, previste per il 22 e 23 marzo, sembra un tentativo di evitare i responsabili dei vari governi passati di affrontare la questione della Giustizia. Ma gli attivisti non intendono andarsene con la coda tra le piante. Dopo aver raccolto già oltre 350mila firme, il Comitato si sta organizzando per difendere i propri diritti e quelli dei cittadini che hanno espresso il proprio dissenso contro la corruzione e l'inefficienza del sistema giudiziario. Il referendum è solo un inizio, e il Comitato non intende arrendersi facilmente.
La scelta delle date per le elezioni del referendum, previste per il 22 e 23 marzo, sembra un tentativo di evitare i responsabili dei vari governi passati di affrontare la questione della Giustizia. Ma gli attivisti non intendono andarsene con la coda tra le piante. Dopo aver raccolto già oltre 350mila firme, il Comitato si sta organizzando per difendere i propri diritti e quelli dei cittadini che hanno espresso il proprio dissenso contro la corruzione e l'inefficienza del sistema giudiziario. Il referendum è solo un inizio, e il Comitato non intende arrendersi facilmente.