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"Ci sanno fare solo loro": gli Usa lanciano raid contro obiettivi di Isis in Siria, mentre i curdi si arrendono ad Aleppo. La regione sembra tornare alla normalità, ma non è ancora sicura se questo ritorno sia destinato durare.
I militari statunitensi hanno intrapreso una serie di "raid su larga scala" contro obiettivi dell'Isis nella Siria, con il sostegno della Giordania. Questi attacchi sono parte di una strategia di "impegno continuo a sradicare il terrorismo islamico" nella regione, secondo un comunicato del Comando centrale statunitense (Centcom).
Gli obiettivi colpiti dagli Usa erano 35, mentre lo scorso 19 dicembre gli americani avevano attaccato oltre 70. Il messaggio dei militari è chiaro: "se fate del male ai nostri militari, vi troveremo e vi uccideremo ovunque nel mondo".
L'azione degli Usa è stata lanciata come rappresaglia per l'uccisione di tre statunitensi da parte dell'Isis a Palmira. Nonostante la sconfitta del gruppo terroristico nella regione, restano presenti e attive cellule di combattenti islamici.
A Aleppo, intanto, le forze governative hanno evacuato oltre 400 combattenti curdi dal quartiere Sheikh Maqsud, ultimo bastione da cui le Sfd tenevano in piedi la resistenza armata. Questo segno di arrendimento è stato raggiunto dopo giorni di scontri che avevano causato almeno 105 morti tra civili e combattenti.
Tuttavia, non è ancora chiaro se questo apparente ritorno alla calma sia destinato durare. Le zone del nord-est della Siria dove le Sfd si sono ripiegate sembrano essere un punto di sostenzione per la tensione, con promesse di "vendetta" contro gli avversari e slogan contro il presidente Ahmad Sharaa e la sua sostenitrice Ankara.
I militari statunitensi hanno intrapreso una serie di "raid su larga scala" contro obiettivi dell'Isis nella Siria, con il sostegno della Giordania. Questi attacchi sono parte di una strategia di "impegno continuo a sradicare il terrorismo islamico" nella regione, secondo un comunicato del Comando centrale statunitense (Centcom).
Gli obiettivi colpiti dagli Usa erano 35, mentre lo scorso 19 dicembre gli americani avevano attaccato oltre 70. Il messaggio dei militari è chiaro: "se fate del male ai nostri militari, vi troveremo e vi uccideremo ovunque nel mondo".
L'azione degli Usa è stata lanciata come rappresaglia per l'uccisione di tre statunitensi da parte dell'Isis a Palmira. Nonostante la sconfitta del gruppo terroristico nella regione, restano presenti e attive cellule di combattenti islamici.
A Aleppo, intanto, le forze governative hanno evacuato oltre 400 combattenti curdi dal quartiere Sheikh Maqsud, ultimo bastione da cui le Sfd tenevano in piedi la resistenza armata. Questo segno di arrendimento è stato raggiunto dopo giorni di scontri che avevano causato almeno 105 morti tra civili e combattenti.
Tuttavia, non è ancora chiaro se questo apparente ritorno alla calma sia destinato durare. Le zone del nord-est della Siria dove le Sfd si sono ripiegate sembrano essere un punto di sostenzione per la tensione, con promesse di "vendetta" contro gli avversari e slogan contro il presidente Ahmad Sharaa e la sua sostenitrice Ankara.