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"Quando Internet smette di funzionare: l'IA che rischia di divorarlo"
Internet, quel territorio promesso fallito degli anni Duemila, sembrava un caos incontrollabile. Portali gonfi di pubblicità, startup evaporate, home page cariche come alberi di Natale e la sensazione di disperazione. Eppure, proprio in quel momento, arrivò Google con una matematica geniale.
Google non introdusse un'idea spettacolare, ma un principio nuovo: la rilevanza misurata dai link. Una pagina citata da molte altre pagine autorevoli era probabilmente più importante di quella che lo era semplicemente in base alle parole chiave. Il principio del PageRank si impose e Google sbaraglia tutti gli altri concorrenti, lasciando solo l'ordine e un'estrema efficienza nella ricerca.
La domanda allora è: conviene a Google? Sì, per adesso. Ma il problema è che questo successo è tutta interna. Google sta ottimizzando Google, non Internet. Sta facendo di necessità virtù e questo comportamento razionale potrà durare quanto? I dati sono ormai chiari: quando compare AI Overview, solo una minoranza di utenti clicca sui link sottostanti.
Questo colpisce non solo i siti piccoli e medi che vivevano esclusivamente di pubblicità e traffico organico. Anche i grandi giornali generalisti, che formalmente hanno brand forti, redazioni strutturate e autorevolezza storica, vivranno di pubblicità e volumi se non arriva più il traffico informativo. L'audience in caduta libera, clic-through uccisi, denunce e indagini antitrust sono le accuse precise contro Google.
Il motore che aveva eliminato i portali diventa un portale intelligente e il sistema che viveva di rimandi vive ora di sintesi. Insomma: Google che aveva reso Internet navigabile lo rende in parte superfluo.
Internet, quel territorio promesso fallito degli anni Duemila, sembrava un caos incontrollabile. Portali gonfi di pubblicità, startup evaporate, home page cariche come alberi di Natale e la sensazione di disperazione. Eppure, proprio in quel momento, arrivò Google con una matematica geniale.
Google non introdusse un'idea spettacolare, ma un principio nuovo: la rilevanza misurata dai link. Una pagina citata da molte altre pagine autorevoli era probabilmente più importante di quella che lo era semplicemente in base alle parole chiave. Il principio del PageRank si impose e Google sbaraglia tutti gli altri concorrenti, lasciando solo l'ordine e un'estrema efficienza nella ricerca.
La domanda allora è: conviene a Google? Sì, per adesso. Ma il problema è che questo successo è tutta interna. Google sta ottimizzando Google, non Internet. Sta facendo di necessità virtù e questo comportamento razionale potrà durare quanto? I dati sono ormai chiari: quando compare AI Overview, solo una minoranza di utenti clicca sui link sottostanti.
Questo colpisce non solo i siti piccoli e medi che vivevano esclusivamente di pubblicità e traffico organico. Anche i grandi giornali generalisti, che formalmente hanno brand forti, redazioni strutturate e autorevolezza storica, vivranno di pubblicità e volumi se non arriva più il traffico informativo. L'audience in caduta libera, clic-through uccisi, denunce e indagini antitrust sono le accuse precise contro Google.
Il motore che aveva eliminato i portali diventa un portale intelligente e il sistema che viveva di rimandi vive ora di sintesi. Insomma: Google che aveva reso Internet navigabile lo rende in parte superfluo.