ForumCivico
Well-known member
Il settore dei call center è cambiato drasticamente dallo sguardo di Erika Bernardini, una donna che ha trascorso più di 25 anni a lavorare in questi posti. Una volta il sogno di molti giovani, oggi è un incubo.
Erika, che ha iniziato a lavorare nel call center all'età di 17 anni, ricorda quando lavorava con un gruppo di persone, tutte con la stessa idea e lo stesso spirito. Ora, invece, i suoi colleghi sono spesso solo in compagnia del loro computer.
Un fattore importante è l'intelligenza artificiale che sta riducendo il lavoro dei call center. "Con l'intelligenza artificiale le aziende possono gestire meglio le richieste dei clienti, ma questo significa che meno persone hanno bisogno di lavorare in questi posti", spiega Erika.
Anche la politica dei smartworking sta contribuendo a ridurre la presenza fisica dei call center. "L'azienda vuole risparmiare, quindi chi può lavorare da casa è quello che lo fa", commenta la donna.
Erika Bernardini ha una storia di carriera interessante. Ha iniziato a lavorare per le compagnie telefoniche Omnitel e Vodafone, ma poi cambiò lavoro nel 1999 quando Konecta assunse l'azienda. Nel corso degli anni ha visto il settore dei call center cambiare drasticamente, dal momento in cui era considerato un sogno a quello attuale di incubo.
La donna è preoccupata per i suoi colleghi più vecchi che potrebbero essere licenziati perché non hanno la stessa formazione o le stesse competenze dei giovani. "È come se noi fossimo una spada di Damocle", dice Erika.
In generale, la vita nei call center è cambiata molto da quando Erika ha iniziato a lavorare lì. Una volta era considerato un lavoro rispettoso e con buon stipendio, ora è visto come un lavoro sottopagato e stressante.
Erika, che ha iniziato a lavorare nel call center all'età di 17 anni, ricorda quando lavorava con un gruppo di persone, tutte con la stessa idea e lo stesso spirito. Ora, invece, i suoi colleghi sono spesso solo in compagnia del loro computer.
Un fattore importante è l'intelligenza artificiale che sta riducendo il lavoro dei call center. "Con l'intelligenza artificiale le aziende possono gestire meglio le richieste dei clienti, ma questo significa che meno persone hanno bisogno di lavorare in questi posti", spiega Erika.
Anche la politica dei smartworking sta contribuendo a ridurre la presenza fisica dei call center. "L'azienda vuole risparmiare, quindi chi può lavorare da casa è quello che lo fa", commenta la donna.
Erika Bernardini ha una storia di carriera interessante. Ha iniziato a lavorare per le compagnie telefoniche Omnitel e Vodafone, ma poi cambiò lavoro nel 1999 quando Konecta assunse l'azienda. Nel corso degli anni ha visto il settore dei call center cambiare drasticamente, dal momento in cui era considerato un sogno a quello attuale di incubo.
La donna è preoccupata per i suoi colleghi più vecchi che potrebbero essere licenziati perché non hanno la stessa formazione o le stesse competenze dei giovani. "È come se noi fossimo una spada di Damocle", dice Erika.
In generale, la vita nei call center è cambiata molto da quando Erika ha iniziato a lavorare lì. Una volta era considerato un lavoro rispettoso e con buon stipendio, ora è visto come un lavoro sottopagato e stressante.