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Ieri notte, a Termini, la capitale della violenza. La stazione dei treni è stata teatro di due episodi brutali, che hanno lasciato in ospedale un funzionario del ministero delle Imprese in condizioni disperate. Il 57enne è stato picchiato, risucitato dagli occhi e dalla voce, dopo essere stato aggredito da un gruppo di 7/8 persone. La scena era quella di una via Giolitti, dove le telecamere di videosorveglianza hanno catturato l'intera violenza.
Due giovani, uno tunisino di 20 anni e l'altro egiziano di 18 anni, con precedenti per crimini, sono stati fermati in prima persona. Il funzionario ministeriale, però, non era solo una vittima di colpo, ma anche un simbolo della società italiana. La violenza è tornata a Termini, dove lo scorso anno erano state istituite le "zone rosse" per combattere la delinquenza.
Il segretario di Forza Italia Roma, Luisa Regimenti, ha chiesto di "rafforzare la videosorveglianza e stringere le maglie dei Daspo urbani". La presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha invece richiesto "un presidio significativo" nella zona. Il Partito democratico ha chiesto che il governo adotti misure per tutelare chi vive e lavora a Termini.
La notte da incubo a Termini è stata confermata dal segretario romano di Azione, Alessio D'Amato, che ha detto "il fallimento delle politiche del ministero dell'Interno". La violenza è tornata a Termini e il governo deve rispondere. Ma cosa c'è dietro questa violenza? Sono solo episodi isolati o c'è una più grande crisi sociale?
Due giovani, uno tunisino di 20 anni e l'altro egiziano di 18 anni, con precedenti per crimini, sono stati fermati in prima persona. Il funzionario ministeriale, però, non era solo una vittima di colpo, ma anche un simbolo della società italiana. La violenza è tornata a Termini, dove lo scorso anno erano state istituite le "zone rosse" per combattere la delinquenza.
Il segretario di Forza Italia Roma, Luisa Regimenti, ha chiesto di "rafforzare la videosorveglianza e stringere le maglie dei Daspo urbani". La presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha invece richiesto "un presidio significativo" nella zona. Il Partito democratico ha chiesto che il governo adotti misure per tutelare chi vive e lavora a Termini.
La notte da incubo a Termini è stata confermata dal segretario romano di Azione, Alessio D'Amato, che ha detto "il fallimento delle politiche del ministero dell'Interno". La violenza è tornata a Termini e il governo deve rispondere. Ma cosa c'è dietro questa violenza? Sono solo episodi isolati o c'è una più grande crisi sociale?