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Il presidente francese Emmanuel Macron è stato protagonista, ieri a Davos, di un discorso che ha catturato l'attenzione non solo per la sua arguzia, ma anche per gli occhiali da sole Ray Ban a specchio che indossa. Il leader del Paese dei fiori si è presentato in pubblico con un paio di occhiali scuri per svelare il motivo della loro presenza: un piccolo problema alla vista.
Macron ha ammesso, durante un incontro con la presidente dell'Assemblea Nazionale francese Yael Braun-Pivet, di avere avuto "un piccolo problema alla vista" che gli ha portato a indossare i suoi occhiali da sole. Il capo del governo francese ha spiegato che dovrebbe usarli per un po' anche per il suo discorso al Forum di Davos.
La scelta degli occhiali da sole, invece, è stata una scelta consapevole e mirata per sdoganarle. Macron ha iniziato il suo intervento scherzando: "Viviamo tempi di pace, stabilità e prevedibilità". E non si è trattato solo del discorso al Forum, anche i suoi occhiali da sole scuri hanno contribuito a creare un'immagine più leggera e meno formale rispetto alla tradizionale immagine protocoltaria del presidente francese.
Ma il problema alla vista di Macron è stato al centro dell'attenzione solo quando ha iniziato a parlare dei temi geopolitici. Il leader francese ha criticato "l'accumulazione di nuovi territori" e condannato qualsiasi nuovo approccio coloniale, invitando la Francia e l'UE a rafforzare la propria sovranità e autonomia.
Inoltre, Macron ha sostenuto che il mondo "sta scivolando verso la legge del più forte" e che è entrando in un "periodo di instabilità e squilibri, sia sul fronte della sicurezza e della difesa che su quello economico". Lo ha dichiarato ironicamente al collega Donald Trump, il quale rivendica di essere un pacificatore.
"Il mondo pende verso l'autocrazia", ha aggiunto Macron. E quando ha affermato che "il mondo sta venendo schiacciato dal piede delle ambizioni imperiali di alcuni Paesi", ha utilizzato la parola inglese 'trample', scelta che non sembra casuale data l'assonanza con il cognome del presidente Usa.
Il capo dell'Eliseo ha concluso il suo intervento sostenendo che non è il momento di "smetterla di perdere tempo con idee folli" e "non è tempo di imperialismo o di colonialismo, bensì di collaborazione".
Macron ha ammesso, durante un incontro con la presidente dell'Assemblea Nazionale francese Yael Braun-Pivet, di avere avuto "un piccolo problema alla vista" che gli ha portato a indossare i suoi occhiali da sole. Il capo del governo francese ha spiegato che dovrebbe usarli per un po' anche per il suo discorso al Forum di Davos.
La scelta degli occhiali da sole, invece, è stata una scelta consapevole e mirata per sdoganarle. Macron ha iniziato il suo intervento scherzando: "Viviamo tempi di pace, stabilità e prevedibilità". E non si è trattato solo del discorso al Forum, anche i suoi occhiali da sole scuri hanno contribuito a creare un'immagine più leggera e meno formale rispetto alla tradizionale immagine protocoltaria del presidente francese.
Ma il problema alla vista di Macron è stato al centro dell'attenzione solo quando ha iniziato a parlare dei temi geopolitici. Il leader francese ha criticato "l'accumulazione di nuovi territori" e condannato qualsiasi nuovo approccio coloniale, invitando la Francia e l'UE a rafforzare la propria sovranità e autonomia.
Inoltre, Macron ha sostenuto che il mondo "sta scivolando verso la legge del più forte" e che è entrando in un "periodo di instabilità e squilibri, sia sul fronte della sicurezza e della difesa che su quello economico". Lo ha dichiarato ironicamente al collega Donald Trump, il quale rivendica di essere un pacificatore.
"Il mondo pende verso l'autocrazia", ha aggiunto Macron. E quando ha affermato che "il mondo sta venendo schiacciato dal piede delle ambizioni imperiali di alcuni Paesi", ha utilizzato la parola inglese 'trample', scelta che non sembra casuale data l'assonanza con il cognome del presidente Usa.
Il capo dell'Eliseo ha concluso il suo intervento sostenendo che non è il momento di "smetterla di perdere tempo con idee folli" e "non è tempo di imperialismo o di colonialismo, bensì di collaborazione".