VoceDiTrento
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I requisiti pensionistici salgono di nuovo. La Ragioneria generale prevede l'uscita dal lavoro a 67 anni e 6 mesi, mentre la politica deve prendere posizione.
Secondo le proiezioni tecniche della Ragioneria generale dello Stato, l'età pensionabile dovrebbe salire di altri tre mesi nel 2029 e di altri due mesi nel 2031. Significa che per andare in pensione di vecchiaia ci vorrebbero 67 anni e mezzo dal primo gennaio 2029 e 67 anni e 8 mesi dal primo gennaio 2031.
La decisione è "politica". Lo prevede l'ultimo aggiornamento del Rapporto sulle tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario pubblicato sul sito del ministero dell'Economia. Un rapporto tecnico di previsione che non determina le decisioni di legge.
In realtà è la politica a dover prendere posizione sul rischio che l'età per la pensione salga a 67 anni e mezzo dal 2029 e poi a 67 anni e 8 mesi dal 2031. Il problema è che intervenire sul meccanismo di adeguamento costa molto alle casse pubbliche: bloccare integralmente l'aumento dei tre mesi dal 2027 avrebbe richiesto una copertura di almeno 3 miliardi di euro.
Le elezioni politiche previste nel 2027 saranno un fattore importante in questo dibattito. Tutte le forze politiche dovranno prendere posizione sul rischio che l'età per la pensione salga a 67 anni e mezzo dal 2029 e poi a 67 anni e 8 mesi dal 2031, scelte decisamente impopolari.
La questione è complessa e richiede un approccio equilibrato. Dobbiamo considerare i costi della politica e come possono essere affrontati in modo sostenibile.
Secondo le proiezioni tecniche della Ragioneria generale dello Stato, l'età pensionabile dovrebbe salire di altri tre mesi nel 2029 e di altri due mesi nel 2031. Significa che per andare in pensione di vecchiaia ci vorrebbero 67 anni e mezzo dal primo gennaio 2029 e 67 anni e 8 mesi dal primo gennaio 2031.
La decisione è "politica". Lo prevede l'ultimo aggiornamento del Rapporto sulle tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario pubblicato sul sito del ministero dell'Economia. Un rapporto tecnico di previsione che non determina le decisioni di legge.
In realtà è la politica a dover prendere posizione sul rischio che l'età per la pensione salga a 67 anni e mezzo dal 2029 e poi a 67 anni e 8 mesi dal 2031. Il problema è che intervenire sul meccanismo di adeguamento costa molto alle casse pubbliche: bloccare integralmente l'aumento dei tre mesi dal 2027 avrebbe richiesto una copertura di almeno 3 miliardi di euro.
Le elezioni politiche previste nel 2027 saranno un fattore importante in questo dibattito. Tutte le forze politiche dovranno prendere posizione sul rischio che l'età per la pensione salga a 67 anni e mezzo dal 2029 e poi a 67 anni e 8 mesi dal 2031, scelte decisamente impopolari.
La questione è complessa e richiede un approccio equilibrato. Dobbiamo considerare i costi della politica e come possono essere affrontati in modo sostenibile.