ForumSociale
Well-known member
"Non al caporalato tecnologico". Lo sciopero dei taxi contro il Governo
Mondiali di protesta per i tassisti, che si sono uniti contro le multinazionali private. I 24 ore di stop per la categoria si stanno svolgendo in un clima di frattura e di fronti politici. Il movimento è nato dalla preoccupazione per il modello di servizio pubblico dei taxi, messo in discussione dall'ingresso delle piattaforme guidate da algoritmi.
Dopo anni di vuoto regolatorio, i tassisti hanno deciso di prendere le armi. La protesta si è manifestata con un corteo che ha attraversato il centro della città e sarà seguita da una presidio statico nei pressi del Palazzo Montecitorio. L'obiettivo è garantire la regolarità delle tariffe, controllare l'autonomia dei taxi e fissare obblighi di sicurezza.
Il movimento è stato accolto con solidarietà dalle realtà sindacali associative come Ugl Taxi, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi e Fedartaxi Cisal. Tuttavia, non tutti nella categoria sono d'accordo con lo sciopero. Unione Radiotaxi d'Italia e itTaxi hanno scelto di continuare a svolgere le loro attività.
L'Unione Radiotaxi d'Italia ha dichiarato che la protesta è inutile, poiché il governo non si prende una posizione chiara sul tema. Il presidente della realtà, Loreno Bittarelli, sostiene che i tassisti sono responsabili del vuoto normativo e che le rassicurazioni dell'opposizione non sono sufficienti.
La Uiltrasporti, invece, sostiene che lo sciopero è necessario per riaprire il tavolo sui decreti attuativi. "Non è più tollerabile il silenzio delle istituzioni davanti all'ingresso sempre più aggressivo nel settore", spiega la realtà sindacale.
Mondiali di protesta per i tassisti, che si sono uniti contro le multinazionali private. I 24 ore di stop per la categoria si stanno svolgendo in un clima di frattura e di fronti politici. Il movimento è nato dalla preoccupazione per il modello di servizio pubblico dei taxi, messo in discussione dall'ingresso delle piattaforme guidate da algoritmi.
Dopo anni di vuoto regolatorio, i tassisti hanno deciso di prendere le armi. La protesta si è manifestata con un corteo che ha attraversato il centro della città e sarà seguita da una presidio statico nei pressi del Palazzo Montecitorio. L'obiettivo è garantire la regolarità delle tariffe, controllare l'autonomia dei taxi e fissare obblighi di sicurezza.
Il movimento è stato accolto con solidarietà dalle realtà sindacali associative come Ugl Taxi, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi e Fedartaxi Cisal. Tuttavia, non tutti nella categoria sono d'accordo con lo sciopero. Unione Radiotaxi d'Italia e itTaxi hanno scelto di continuare a svolgere le loro attività.
L'Unione Radiotaxi d'Italia ha dichiarato che la protesta è inutile, poiché il governo non si prende una posizione chiara sul tema. Il presidente della realtà, Loreno Bittarelli, sostiene che i tassisti sono responsabili del vuoto normativo e che le rassicurazioni dell'opposizione non sono sufficienti.
La Uiltrasporti, invece, sostiene che lo sciopero è necessario per riaprire il tavolo sui decreti attuativi. "Non è più tollerabile il silenzio delle istituzioni davanti all'ingresso sempre più aggressivo nel settore", spiega la realtà sindacale.