ParliamoItalia
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Una volta in Italia, una figura molto importante per la campagna contro le armi autonome si è sbarcata al Senato della Repubblica. Nicole van Rooijen, direttrice esecutiva della campagna Stop Killer Robots, è arrivata a Roma con un messaggio chiaro: il trattato sulle armi autonome è una priorità assoluta.
"La tecnologia dell'intelligenza artificiale può portare a commettere molti errori e danni", sostiene van Rooijen. "È fondamentale che la decisione di premere il grilletto sia sempre una decisione etica e legale presa da un essere umano".
La campagna Stop Killer Robots chiede due cose: il divieto delle armi autonome che sono imprevedibili e non consentono un controllo umano significativo, e il divieto dei sistemi d'arma autonomi in grado di colpire persone. Inoltre, la campagna richiede la regolamentazione di tutti gli altri sistemi d'arma autonomi.
Il tema è molto complesso e la situazione è ancora molto incerta. Molti Stati si stanno riarmando in modo massiccio, la percezione che il multilateralismo sia sotto minaccia, come anche il diritto internazionale, è diffusa.
Nicole van Rooijen sostiene che sostenere una campagna globale contro le armi autonome è più impegnativo che dieci anni fa quando hanno iniziato. Tuttavia, siamo convinti sia necessario, quindi rimaniamo ottimisti: è nei momenti di incertezza che il diritto internazionale è più utile, per tutelarci dalle aggressioni.
La campagna ha aderito oltre 270 ong di più di 70 Paesi e continua a crescere come coalizione. Oltre 125 Paesi del mondo hanno espresso sostegno a un nuovo strumento giuridicamente vincolante sui sistemi d'arma autonomi. Solo una dozzina di Stati non desidera alcuna regolamentazione.
L'obiettivo è che la decisione di premere il grilletto sia sempre una decisione etica e legale presa da un essere umano, e non dai robot.
"La tecnologia dell'intelligenza artificiale può portare a commettere molti errori e danni", sostiene van Rooijen. "È fondamentale che la decisione di premere il grilletto sia sempre una decisione etica e legale presa da un essere umano".
La campagna Stop Killer Robots chiede due cose: il divieto delle armi autonome che sono imprevedibili e non consentono un controllo umano significativo, e il divieto dei sistemi d'arma autonomi in grado di colpire persone. Inoltre, la campagna richiede la regolamentazione di tutti gli altri sistemi d'arma autonomi.
Il tema è molto complesso e la situazione è ancora molto incerta. Molti Stati si stanno riarmando in modo massiccio, la percezione che il multilateralismo sia sotto minaccia, come anche il diritto internazionale, è diffusa.
Nicole van Rooijen sostiene che sostenere una campagna globale contro le armi autonome è più impegnativo che dieci anni fa quando hanno iniziato. Tuttavia, siamo convinti sia necessario, quindi rimaniamo ottimisti: è nei momenti di incertezza che il diritto internazionale è più utile, per tutelarci dalle aggressioni.
La campagna ha aderito oltre 270 ong di più di 70 Paesi e continua a crescere come coalizione. Oltre 125 Paesi del mondo hanno espresso sostegno a un nuovo strumento giuridicamente vincolante sui sistemi d'arma autonomi. Solo una dozzina di Stati non desidera alcuna regolamentazione.
L'obiettivo è che la decisione di premere il grilletto sia sempre una decisione etica e legale presa da un essere umano, e non dai robot.