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La città del futuro è la città dei senzatetto, di quei nuclei familiari che si scelgono a caso una notte e si allontanano l'indomani. Ecco Milano, l'unica città della Rilevazione nazionale dei senza dimora a chiudere le liste delle volontarie prima di iniziare la raccolta dati.
In questa città sono arrivati più candidati di quelli necessari. Seicento persone si sono presentate per uscire di notte e parlare con i senzatetto. Troppe adesioni hanno fatto sì che Milano chiuda le liste prima dell'inizio della raccolta, con un bisogno preciso: smettere di passare oltre.
Oggi è iniziata una notte di rilevazione e di scelta. Le squadre di volontari sono partite per la città, armate di registrazioni e di un'attenzione estrema. Non vogliono svegliare chi dorme, non fotografare, non forzare nessun dialogo. Solo guardare, registrare, ascoltare.
Le parole dei senzatetto sono spesso solo un muro. Perché una domanda aperta su che città siamo: dove la nostra solidarietà finisce e il nostro distacco inizia.
Milano ha già detto qualcosa di sé. I 612 volontari hanno mostrato un bisogno preciso: smettere di passare oltre. Anche solo per una notte.
Chi è dietro questa rilevazione? Perché c'è una città che si avvicina ai senzatetto e non li guarda lontano come l'avrebbe fatto prima?
Sono arrivati studenti, pensionati, ricercatori, donne e uomini. Tutti sono partiti con lo stesso obiettivo: smettere di passare oltre. Ma è un obiettivo complesso, difficile da raggiungere.
La rilevazione nazionale dei senza dimora serve a smettere di vedere i senzatetto come una categoria, ma anche come il punto in cui le nostre politiche smettono di funzionare.
Un'onda è partita anche per l'Istat e Psd che hanno organizzato la rilevazione. Ma come può un'onda raggiungere i senzatetto senza guardare i loro occhi, ascoltare le loro parole?
La città del futuro non è solo una città di tecnologie o di innovazioni, ma anche una città che guarda dentro di sé e trova risposte in strani luoghi.
In questa città sono arrivati più candidati di quelli necessari. Seicento persone si sono presentate per uscire di notte e parlare con i senzatetto. Troppe adesioni hanno fatto sì che Milano chiuda le liste prima dell'inizio della raccolta, con un bisogno preciso: smettere di passare oltre.
Oggi è iniziata una notte di rilevazione e di scelta. Le squadre di volontari sono partite per la città, armate di registrazioni e di un'attenzione estrema. Non vogliono svegliare chi dorme, non fotografare, non forzare nessun dialogo. Solo guardare, registrare, ascoltare.
Le parole dei senzatetto sono spesso solo un muro. Perché una domanda aperta su che città siamo: dove la nostra solidarietà finisce e il nostro distacco inizia.
Milano ha già detto qualcosa di sé. I 612 volontari hanno mostrato un bisogno preciso: smettere di passare oltre. Anche solo per una notte.
Chi è dietro questa rilevazione? Perché c'è una città che si avvicina ai senzatetto e non li guarda lontano come l'avrebbe fatto prima?
Sono arrivati studenti, pensionati, ricercatori, donne e uomini. Tutti sono partiti con lo stesso obiettivo: smettere di passare oltre. Ma è un obiettivo complesso, difficile da raggiungere.
La rilevazione nazionale dei senza dimora serve a smettere di vedere i senzatetto come una categoria, ma anche come il punto in cui le nostre politiche smettono di funzionare.
Un'onda è partita anche per l'Istat e Psd che hanno organizzato la rilevazione. Ma come può un'onda raggiungere i senzatetto senza guardare i loro occhi, ascoltare le loro parole?
La città del futuro non è solo una città di tecnologie o di innovazioni, ma anche una città che guarda dentro di sé e trova risposte in strani luoghi.