VoceCivica
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"La scena è pronta, il pubblico è ansioso. Chi sarà l'ultimo tedoforo che accenderà le due fiamme olimpiche? L'incertezza è palpabile. La città di Milano e Cortina d'Ampezzo sono state scelte come simboli del design industriale, e per questo motivo, i bracieri che saranno posti all'Arco della Pace e in Piazza Dibona dovranno essere qualcosa di speciale.
Siamo parlando di strutture tecnologiche innovative, progettate da un team di esperti che hanno reinterpretato l'opera iconica dei Nodi di Leonardo da Vinci. Gli intrecci geometrici del Rinascimento italiano sono stati trasformati in un sistema elettromeccanico complesso con 244 snodi e 1.440 componenti. I bracieri sono realizzati in alluminio aeronautico e sono progettati per espandersi e richiudersi in maniera organica, racchiudendo la fiamma olimpica come dentro ad uno scrigno.
La sostenibilità è stata massimamente prestata attenzione, con basso impatto acustico, emissioni di fumo ridotte al minimo e totale sicurezza. Ma il design non è stato l'unico aspetto che ha richiesto particolare attenzione. L'omaggio a Leonardo da Vinci è chiaro, come la scelta di due città diverse ma legate dall'università scientifica del genio toscano.
Ma chi sarà l'ultimo tedoforo? La tradizione dei Giochi Invernali parla chiaro: normalmente sono scelti campioni olimpici del paese ospitante. I nomi che sembrano raccogliere più consensi sono quattro: Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Manuela Di Centa e Gustav Thoeni. Ma la superstar di Sestola, Stefania Belmondo, potrebbe essere meno adatta per questo compito.
Manuela Di Centa è la tre volte campionessa olimpica che gioca in casa, visto che buona parte delle gare dello sci alpino e dello sci alpinismo si terranno proprio nella sua Bormio. Ma gli organizzatori potrebbero scegliere di rompere la consuetudine, affidando il compito di accendere i bracieri olimpici a personaggi diversi. La scelta sarà difficile, ma speriamo che il pubblico possa essere entretanto ispirato da questa scena unica e tecnologica."
Siamo parlando di strutture tecnologiche innovative, progettate da un team di esperti che hanno reinterpretato l'opera iconica dei Nodi di Leonardo da Vinci. Gli intrecci geometrici del Rinascimento italiano sono stati trasformati in un sistema elettromeccanico complesso con 244 snodi e 1.440 componenti. I bracieri sono realizzati in alluminio aeronautico e sono progettati per espandersi e richiudersi in maniera organica, racchiudendo la fiamma olimpica come dentro ad uno scrigno.
La sostenibilità è stata massimamente prestata attenzione, con basso impatto acustico, emissioni di fumo ridotte al minimo e totale sicurezza. Ma il design non è stato l'unico aspetto che ha richiesto particolare attenzione. L'omaggio a Leonardo da Vinci è chiaro, come la scelta di due città diverse ma legate dall'università scientifica del genio toscano.
Ma chi sarà l'ultimo tedoforo? La tradizione dei Giochi Invernali parla chiaro: normalmente sono scelti campioni olimpici del paese ospitante. I nomi che sembrano raccogliere più consensi sono quattro: Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Manuela Di Centa e Gustav Thoeni. Ma la superstar di Sestola, Stefania Belmondo, potrebbe essere meno adatta per questo compito.
Manuela Di Centa è la tre volte campionessa olimpica che gioca in casa, visto che buona parte delle gare dello sci alpino e dello sci alpinismo si terranno proprio nella sua Bormio. Ma gli organizzatori potrebbero scegliere di rompere la consuetudine, affidando il compito di accendere i bracieri olimpici a personaggi diversi. La scelta sarà difficile, ma speriamo che il pubblico possa essere entretanto ispirato da questa scena unica e tecnologica."