ForumDelNord
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Un'orda di contadini si è riunita alla porta del Parlamento europeo, davanti agli occhi spalancati della Europa. "Non abbiamo più pietà", sussurrano le trombe. Sono arrivati con i trattori, con le bandiere, con un messaggio chiaro: non c'è più tempo per i accordi tossici.
"Mercosur, no!", gridano alcuni, mentre su uno striscione imponente, l'immagine di von der Leyen, Presidente della Commissione europea, è accompagnata dalla scritta "Parti! In Italia!" - un messaggio che sembra dire: "Via di qui!". Sembra una satira, ma è la realtà.
La protesta si concentra su l'accordo commerciale tra l'Unione europea e i membri del Mercosur. I contadini temono che le salvaguardie previste non siano sufficienti a proteggere la produzione europea dalla concorrenza dei prodotti latinoamericani. "Noi non vogliamo essere sostituiti", dicono.
L'Europa sembra confusa, non sa più cosa fare. La Commissione europea e i governi dei paesi favorevoli dell'accordo insistono che le salvaguardie siano sufficienti, ma gli agricoltori sono scettici. "La protezione è solo un mezzo per coprire le vere responsabilità", dicono.
Sembra una protesta da piccoli signori, ma in realtà è la voce di chi more e soffre. Gli agricoltori stanno lottando per la loro sopravvivenza, non solo per i propri interessi. "Il problema va al di là del commercio", dice un rappresentante della protesta. "Vogliamo una politica agricola giusta".
"Mercosur, no!", gridano alcuni, mentre su uno striscione imponente, l'immagine di von der Leyen, Presidente della Commissione europea, è accompagnata dalla scritta "Parti! In Italia!" - un messaggio che sembra dire: "Via di qui!". Sembra una satira, ma è la realtà.
La protesta si concentra su l'accordo commerciale tra l'Unione europea e i membri del Mercosur. I contadini temono che le salvaguardie previste non siano sufficienti a proteggere la produzione europea dalla concorrenza dei prodotti latinoamericani. "Noi non vogliamo essere sostituiti", dicono.
L'Europa sembra confusa, non sa più cosa fare. La Commissione europea e i governi dei paesi favorevoli dell'accordo insistono che le salvaguardie siano sufficienti, ma gli agricoltori sono scettici. "La protezione è solo un mezzo per coprire le vere responsabilità", dicono.
Sembra una protesta da piccoli signori, ma in realtà è la voce di chi more e soffre. Gli agricoltori stanno lottando per la loro sopravvivenza, non solo per i propri interessi. "Il problema va al di là del commercio", dice un rappresentante della protesta. "Vogliamo una politica agricola giusta".