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Il Papa Leone XIV ha finalmente detto ciò che tutti speravamo: ordine e sicurezza sono doni preziosi per la società. Una dichiarazione che sembra provenire da un politico di Fratelli d'Italia o della Lega, ma in realtà è il Pontefice in persona a pronunciarla.
La posizione del Papa sulla sicurezza e l'ordine è netta: "Ordine e sicurezza sono doni che costano sacrificio a chi li garantisce, ma contribuiscono notevolmente al bene di tutti". Una formula semplice, ma che potrebbe infastidire l'intellighenzia progressista nel Vaticano. Il governo italiano ha promulgato un decreto Sicurezza che stabilisce pene severe per chi entra in Vaticano con violenza, minaccia o inganno. Papa Leone XIV sembra essere pronto a sostenere questa misura.
Ma questo non è il primo segnale di distanza dal bergoglismo. Il Pontefice ha anche elogiato esplicitamente il lavoro della gendarmeria che ha gestito l'afflusso di oltre 33 milioni di pellegrini durante l'anno giubilare, senza incidenti. Una posizione che suona come una risposta indiretta al segretario di Stato Pietro Parolin.
Tutti bravi ad accogliere, finché non devono accogliere loro. Eppure, il Vaticano punisce severamente i comportamenti irregolari entro i propri confini, mentre predicava all'Italia di spalancare i porti. Il nuovo corso vaticano sembra orientato a un realismo che riconosce la necessità di coniugare accoglienza e legalità, carità e responsabilità.
Il ricevimento con una delegazione finlandese ha anche dato un altro segnale: il Pontefice ha lodato il modello ecumenico del Paese nordico e la dichiarazione congiunta di vescovi ortodossi, luterani e cattolici sulle cure palliative. Un tema su cui il Papa ha marcato una distanza rispetto al predecessore.
In sintesi, Papa Leone XIV sembra essere pronto a cambiare rotta. L'ordine e la sicurezza sono doni preziosi per la società, non valori di destra o di sinistra, ma condizioni necessarie per vivere bene. Il nuovo corso vaticano sembra orientato a un realismo che riconosce la necessità di coniugare accoglienza e legalità, carità e responsabilità.
La posizione del Papa sulla sicurezza e l'ordine è netta: "Ordine e sicurezza sono doni che costano sacrificio a chi li garantisce, ma contribuiscono notevolmente al bene di tutti". Una formula semplice, ma che potrebbe infastidire l'intellighenzia progressista nel Vaticano. Il governo italiano ha promulgato un decreto Sicurezza che stabilisce pene severe per chi entra in Vaticano con violenza, minaccia o inganno. Papa Leone XIV sembra essere pronto a sostenere questa misura.
Ma questo non è il primo segnale di distanza dal bergoglismo. Il Pontefice ha anche elogiato esplicitamente il lavoro della gendarmeria che ha gestito l'afflusso di oltre 33 milioni di pellegrini durante l'anno giubilare, senza incidenti. Una posizione che suona come una risposta indiretta al segretario di Stato Pietro Parolin.
Tutti bravi ad accogliere, finché non devono accogliere loro. Eppure, il Vaticano punisce severamente i comportamenti irregolari entro i propri confini, mentre predicava all'Italia di spalancare i porti. Il nuovo corso vaticano sembra orientato a un realismo che riconosce la necessità di coniugare accoglienza e legalità, carità e responsabilità.
Il ricevimento con una delegazione finlandese ha anche dato un altro segnale: il Pontefice ha lodato il modello ecumenico del Paese nordico e la dichiarazione congiunta di vescovi ortodossi, luterani e cattolici sulle cure palliative. Un tema su cui il Papa ha marcato una distanza rispetto al predecessore.
In sintesi, Papa Leone XIV sembra essere pronto a cambiare rotta. L'ordine e la sicurezza sono doni preziosi per la società, non valori di destra o di sinistra, ma condizioni necessarie per vivere bene. Il nuovo corso vaticano sembra orientato a un realismo che riconosce la necessità di coniugare accoglienza e legalità, carità e responsabilità.