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La teoria unitaria, una prospettiva che ha trovato terreno fertile solo nel Novecento, rivendica la sostanziale unità dei poemi omerici e l'esistenza storica di un Omero. Ma cosa significa questo? Ecco: i partigiani della teoria unitaria credono in una sola mente creatrice, che ha lasciato il segno indelebile nella "Iliade" e nell' "Odissea".
Secondo loro, nonostante le differenze apparenti tra i due poemi, esistono elementi di coesione che presuppongono la presenza di un'unica forza creativa. Ci sono anticipazioni, posticipazioni, strutture ad anello, effetti di suspense e riferimenti a distanza, tutti funzionali per creare un'impianto drammatico solido.
Per esempio, il verso che descrive la salvezza di Sarpèdone in "Iliade" 5.662, con il quale Zeus gliela risparma "per adesso", è evidentemente collegato al libro XVI, dove la sua storia si compie. E l'ansia di Ettore per il suo cadavere, descritta in "Iliade" VII, è un riferimento esplicito al libro XXII e i due che seguono.
È difficile immaginare questi poemi come incastri di pezzi sconnessi appartenenti a molti padroni. Invece, la teoria unitaria ci invita a vedere l'opera omerica come un'unità vivente, creata da una sola mente che ha lasciato il segno indelebile nella nostra cultura.
Secondo loro, nonostante le differenze apparenti tra i due poemi, esistono elementi di coesione che presuppongono la presenza di un'unica forza creativa. Ci sono anticipazioni, posticipazioni, strutture ad anello, effetti di suspense e riferimenti a distanza, tutti funzionali per creare un'impianto drammatico solido.
Per esempio, il verso che descrive la salvezza di Sarpèdone in "Iliade" 5.662, con il quale Zeus gliela risparma "per adesso", è evidentemente collegato al libro XVI, dove la sua storia si compie. E l'ansia di Ettore per il suo cadavere, descritta in "Iliade" VII, è un riferimento esplicito al libro XXII e i due che seguono.
È difficile immaginare questi poemi come incastri di pezzi sconnessi appartenenti a molti padroni. Invece, la teoria unitaria ci invita a vedere l'opera omerica come un'unità vivente, creata da una sola mente che ha lasciato il segno indelebile nella nostra cultura.