ItaliaForumWave
Well-known member
"La preside", una serie che ci ricorda quello che un tempo era il servizio pubblico, con la stessa determinazione che caratterizza i servizi che un tempo si erano fatti carico della responsabilità di educare. La storia vera di Eugenia Carfora diventa il fondamento di una fiction che vuole convincere i ragazzi che c'è altro oltre il degrado. Ma la serie non riesce a superare la solitudine del protagonista, Luisa Ranieri.
La realtà è tale: Caivano, il paese della fiction, è un luogo segnato dall'abbandono scolastico e dal degrado. E' come se i servizi pubblici si fossero dissolti nel nulla. La nuova serie di Rai1 e Rai Storia ci ricorda quello che c'era una volta: l'impegno di un servizio pubblico che cercava di trasformare la vita dei giovani, offrendo loro opportunità per aprire nuove strade.
Luisa Ranieri è interpretata da Luisa Ranieri stessa e deve tenere in piedi il racconto con la sua sola forza. Ma la solitudine del protagonista è una scelta che non convince del messaggio della serie. La storia è ispirata alla vita reale di Eugenia Carfora, ma si perde nella rappresentazione schematica degli altri personaggi.
Forse i sceneggiatori e la regia avrebbero dovuto avere più coraggio e ispirarsi ad Anna Maria Ortese, scrittrice che ha intitolato una scuola a Caivano. Restituire al reale il significato di appartenenza a un'altra realtà, più vasta e inconoscibile, sarebbe stato il messaggio giusto. Ma la serie non riesce a raggiungere questo obiettivo.
"La preside", una serie onesta e necessaria che ci ricorda quello che c'era un tempo: l'impegno di un servizio pubblico che cercava di cambiare la vita dei giovani.
La realtà è tale: Caivano, il paese della fiction, è un luogo segnato dall'abbandono scolastico e dal degrado. E' come se i servizi pubblici si fossero dissolti nel nulla. La nuova serie di Rai1 e Rai Storia ci ricorda quello che c'era una volta: l'impegno di un servizio pubblico che cercava di trasformare la vita dei giovani, offrendo loro opportunità per aprire nuove strade.
Luisa Ranieri è interpretata da Luisa Ranieri stessa e deve tenere in piedi il racconto con la sua sola forza. Ma la solitudine del protagonista è una scelta che non convince del messaggio della serie. La storia è ispirata alla vita reale di Eugenia Carfora, ma si perde nella rappresentazione schematica degli altri personaggi.
Forse i sceneggiatori e la regia avrebbero dovuto avere più coraggio e ispirarsi ad Anna Maria Ortese, scrittrice che ha intitolato una scuola a Caivano. Restituire al reale il significato di appartenenza a un'altra realtà, più vasta e inconoscibile, sarebbe stato il messaggio giusto. Ma la serie non riesce a raggiungere questo obiettivo.
"La preside", una serie onesta e necessaria che ci ricorda quello che c'era un tempo: l'impegno di un servizio pubblico che cercava di cambiare la vita dei giovani.