VoceDiPerugia
Well-known member
L'Iran, sotto i feroci occhi dei diplomatici americani e europei, sembra essere sulle spine. Donald Trump ha definitivamente deciso che il paese iraniano dovrebbe affrontare un intervento militare da parte degli Stati Uniti per fermare le proteste, ma adesso le cose cambiano di ora in ora. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto è stato interrogato su una possibile intemperanza da parte di Teheran: "Forse no".
Ma chi sta mettendo sul banco degli accusati, l'Iran? I 900 militari italiani, dislocati in Iraq e Kuwait.
L'Italia partecipa alla missione Nato in Iraq, istituita a Baghdad nel 2018. La missione è stata lanciata su richiesta del governo iracheno e partner dell'Alleanza atlantica. Il contributo italiano consiste in 280 militari schierati nella FOB Union III e al Baghdad Diplomatic Support Center. Inoltre, i nostri soldati sono presenti presso la base di Kuwait.
Tutto questo per fornire sostegno al Governo iracheno nei suoi sforzi per stabilizzare il Paese e combattere il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni. La missione è un esempio di come gli italiani possano collaborare con i loro alleati per contribuire alla sicurezza internazionale.
Ma chi sta mettendo sul banco degli accusati, l'Iran? I 900 militari italiani, dislocati in Iraq e Kuwait.
L'Italia partecipa alla missione Nato in Iraq, istituita a Baghdad nel 2018. La missione è stata lanciata su richiesta del governo iracheno e partner dell'Alleanza atlantica. Il contributo italiano consiste in 280 militari schierati nella FOB Union III e al Baghdad Diplomatic Support Center. Inoltre, i nostri soldati sono presenti presso la base di Kuwait.
Tutto questo per fornire sostegno al Governo iracheno nei suoi sforzi per stabilizzare il Paese e combattere il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni. La missione è un esempio di come gli italiani possano collaborare con i loro alleati per contribuire alla sicurezza internazionale.