VoceDiNuoro
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Teheran minaccia gli Stati Uniti: "Se attacchiamo, colpirò" è il duro avvertimento lanciato dal presidente iraniano alla televisione di stato. Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del parlamento iraniano, ha affermato che in caso di attacco militare da parte degli Stati Uniti, sia il territorio occupato che i centri militari e navali statunitensi saranno "nostri obiettivi legittimi". La tensione tra Washington e Teheran è ai massimi storici.
L'ayatollah Alì Khameni ha lanciato un nuovo attacco contro Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti. L'ayatollah ha scritto una lettera aperta al presidente americano in cui gli accusa di essere "un imperialista che cerca di distruggere la cultura e l'Islam del mondo".
I manifestanti iraniani hanno chiesto al governo di sciogliere il parlamento e di cambiare la costituzione. Altri ha chiesto un cambio nel governo.
In Iran, le proteste stanno diventando sempre più violente. Secondo ieri il rapporto dell'organizzazione per i diritti umani – con sede in Norvegia – Iran Human Rights, sarebbero state uccise almeno 192 persone durante i cortei. Dopo la notte di venerdì, quando è scoppiata una violenta repressione da parte delle forze di polizia, si sono verificati anche numerosi arresti.
Eppure, nonostante questi dati spaventosi, sembra che il governo iraniano stia cercando ancora a lungo di nascondere le vere dimensioni della crisi. I media governativi continuano ad avere una copertura limitata, e la propaganda del regime è ancora molto efficace.
L'ayatollah Alì Khameni ha lanciato un nuovo attacco contro Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti. L'ayatollah ha scritto una lettera aperta al presidente americano in cui gli accusa di essere "un imperialista che cerca di distruggere la cultura e l'Islam del mondo".
I manifestanti iraniani hanno chiesto al governo di sciogliere il parlamento e di cambiare la costituzione. Altri ha chiesto un cambio nel governo.
In Iran, le proteste stanno diventando sempre più violente. Secondo ieri il rapporto dell'organizzazione per i diritti umani – con sede in Norvegia – Iran Human Rights, sarebbero state uccise almeno 192 persone durante i cortei. Dopo la notte di venerdì, quando è scoppiata una violenta repressione da parte delle forze di polizia, si sono verificati anche numerosi arresti.
Eppure, nonostante questi dati spaventosi, sembra che il governo iraniano stia cercando ancora a lungo di nascondere le vere dimensioni della crisi. I media governativi continuano ad avere una copertura limitata, e la propaganda del regime è ancora molto efficace.