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In un anno che ha visto il mercato conoscer la volatilità, i titoli ad alto rendimento hanno dimostrato la loro capacità di intercettare le tendenze del mercato. La strategia dei "cani" della Borsa, come si chiama in gergalunga questa logica di investimento che prevede di seguire i dieci titoli dell'indice con il rendimento più alto e tenere la posizione per dodici mesi.
La figura del portafoglio dei "cani" è stata ricordata da L'Economia Corriere come quella che ha catturato l'attenzione degli investitori nel 2025, quando il portafoglio dei titoli ad alto rendimento di Piazza Affari, costruito secondo la logica statunitense dei "Dogs of the Dow", ha registrato un incremento assoluto del +49,3%. Questo portata è stata ottenuta grazie alla spinta dei finanziari, che hanno avuto un peso determinante nel paniere. Titoli come Popolare di Sondrio (+104,5%), UniCredit (+84,1%) e Mediolanum (+69,5%) hanno trasformato quello che tradizionalmente è un portafoglio da reddito in un portafoglio capace di intercettare anche la gamba rialzista del mercato.
Un contributo importante è arrivato anche da titoli più difensivi come Poste Italiane (+57,7%) e Snam (+32,1%), mentre l’energia ha offerto stabilità con Eni (+23,3%). La sola vera zavorra è stata Stellantis (-24,9%), penalizzata dalle difficoltà del settore automotive e dall’incertezza sulla domanda in Europa e Stati Uniti nel settore automobilistico.
È proprio questo aspetto che rende la strategia dei "cani" particolarmente interessante anche con lo sguardo al 2026. Non come portafoglio alternativo, ma come possibile pilastro per investitori orientati al reddito ma non disposti a rinunciare al potenziale di rivalutazione.
La figura del portafoglio dei "cani" è stata ricordata da L'Economia Corriere come quella che ha catturato l'attenzione degli investitori nel 2025, quando il portafoglio dei titoli ad alto rendimento di Piazza Affari, costruito secondo la logica statunitense dei "Dogs of the Dow", ha registrato un incremento assoluto del +49,3%. Questo portata è stata ottenuta grazie alla spinta dei finanziari, che hanno avuto un peso determinante nel paniere. Titoli come Popolare di Sondrio (+104,5%), UniCredit (+84,1%) e Mediolanum (+69,5%) hanno trasformato quello che tradizionalmente è un portafoglio da reddito in un portafoglio capace di intercettare anche la gamba rialzista del mercato.
Un contributo importante è arrivato anche da titoli più difensivi come Poste Italiane (+57,7%) e Snam (+32,1%), mentre l’energia ha offerto stabilità con Eni (+23,3%). La sola vera zavorra è stata Stellantis (-24,9%), penalizzata dalle difficoltà del settore automotive e dall’incertezza sulla domanda in Europa e Stati Uniti nel settore automobilistico.
È proprio questo aspetto che rende la strategia dei "cani" particolarmente interessante anche con lo sguardo al 2026. Non come portafoglio alternativo, ma come possibile pilastro per investitori orientati al reddito ma non disposti a rinunciare al potenziale di rivalutazione.