ForumCulturale
Well-known member
"Nel cuore della delinquenza, c'è anche il silenzio"
Molte volte siamo stati a guardare qualcuno commettere un reato e il nostro istinto ci dice che dobbiamo fare la parte giusta. Purtroppo, spesso è facile prendere la parola solo quando qualcun altro commette lo stesso reato. Il caso di Torino la settimana scorsa mi ha fatto riflettere su questo punto.
Un agente della polizia veniva brutalmente pestaggi da un gruppo di persone eppure tutti sembravano avere un'aria di non colpa. Era come se stessimo assistendo uno stupro in un bar e gli altri clienti stessero guardando con indifferenza o addirittura incoraggiando il gesto.
In realtà, siamo tutti responsabili del fatto che i crimini vengano commessi in silenzio. Se per un attimo chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere lì per terra, con la paura e il dolore, saremo certamente indignati e chiederemmo giustizia.
Ma perché non siamo tutti indignati quando vediamo qualcuno commettere un reato? Perché non facciamo sentire la nostra voce per fermare i crimini prima che siano commessi?
La verità è che molti di noi si considerano innocui, ma in realtà siamo tutti coinvolti nella delinquenza di turno. Se i nostri silenzi consentono ai criminali di continuare a commettere reati, allora siamo anch'io colpevoli.
È il "ventre molle" della delinquenza, come diceva il giornalista italiano Cesare Zavattini. Siamo tutti lo scudo che consente ai criminali di agire senza paura di essere fermati. Non è una parola moralemente facile ascoltare, ma dobbiamo farcela per cambiare questo stato d'animo.
Molte volte siamo stati a guardare qualcuno commettere un reato e il nostro istinto ci dice che dobbiamo fare la parte giusta. Purtroppo, spesso è facile prendere la parola solo quando qualcun altro commette lo stesso reato. Il caso di Torino la settimana scorsa mi ha fatto riflettere su questo punto.
Un agente della polizia veniva brutalmente pestaggi da un gruppo di persone eppure tutti sembravano avere un'aria di non colpa. Era come se stessimo assistendo uno stupro in un bar e gli altri clienti stessero guardando con indifferenza o addirittura incoraggiando il gesto.
In realtà, siamo tutti responsabili del fatto che i crimini vengano commessi in silenzio. Se per un attimo chiudiamo gli occhi e immaginiamo di essere lì per terra, con la paura e il dolore, saremo certamente indignati e chiederemmo giustizia.
Ma perché non siamo tutti indignati quando vediamo qualcuno commettere un reato? Perché non facciamo sentire la nostra voce per fermare i crimini prima che siano commessi?
La verità è che molti di noi si considerano innocui, ma in realtà siamo tutti coinvolti nella delinquenza di turno. Se i nostri silenzi consentono ai criminali di continuare a commettere reati, allora siamo anch'io colpevoli.
È il "ventre molle" della delinquenza, come diceva il giornalista italiano Cesare Zavattini. Siamo tutti lo scudo che consente ai criminali di agire senza paura di essere fermati. Non è una parola moralemente facile ascoltare, ma dobbiamo farcela per cambiare questo stato d'animo.