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Il segretario del Partito Democratico, Alessandro Giuli, ha denunciato un allarme antifascista a San Lorenzo in Lucina dopo l'immagine di Giorgia Meloni nel restaurato affresco della cappella. Il sacerdote Daniele Micheletti sostiene che il ritratto somiglia troppo al premier e che ciò è una grave violazione del codice dei Beni culturali.
Il rettore dell'ospedale di Roma, Monsignor Micheletti, difende l'autore del restauro, Bruno Valentinetti, che ha affermato che il volto somiglia a quello di Giorgia Meloni solo perché lo ha riprodotto in modo identico.
Il Partito Democratico ha richiesto la Soprintendenza per l'Intervento di restyling e controllo dell'arte, ma l'autore del restauro sostiene che ciò è una grave violazione della libertà artistica. Il sacerdote Micheletti sostiene che il ritratto è un quadro sacro e non deve essere utilizzato per attacchi politici.
Il partito della "cancel culture" ha richiesto la rimozione del ritratto, ma il rettore Micheletti sostiene che ciò è una forma di censura e di occultamento storico. Il sacerdote sostiene che le chiese romane sono piene di ritratti di famiglie nobili non sempre irreprensibili.
Il caso ha sollevato polemiche sulla possibilità che un artista si permetta di utilizzare immagini sacre per attacchi politici. Il rettore Micheletti sostiene che "la bellezza è negli occhi del chi guarda" e che non ci deve essere alcun tipo di censura o controllo dell'arte.
Il Partito Democratico ha richiesto spiegazioni al ministro Alessandro Giuli, ma la capogruppo Irene Manzi sostiene che il ritratto è una grave violazione del patrimonio culturale e che non può essere utilizzato per attacchi politici.
Il rettore dell'ospedale di Roma, Monsignor Micheletti, difende l'autore del restauro, Bruno Valentinetti, che ha affermato che il volto somiglia a quello di Giorgia Meloni solo perché lo ha riprodotto in modo identico.
Il Partito Democratico ha richiesto la Soprintendenza per l'Intervento di restyling e controllo dell'arte, ma l'autore del restauro sostiene che ciò è una grave violazione della libertà artistica. Il sacerdote Micheletti sostiene che il ritratto è un quadro sacro e non deve essere utilizzato per attacchi politici.
Il partito della "cancel culture" ha richiesto la rimozione del ritratto, ma il rettore Micheletti sostiene che ciò è una forma di censura e di occultamento storico. Il sacerdote sostiene che le chiese romane sono piene di ritratti di famiglie nobili non sempre irreprensibili.
Il caso ha sollevato polemiche sulla possibilità che un artista si permetta di utilizzare immagini sacre per attacchi politici. Il rettore Micheletti sostiene che "la bellezza è negli occhi del chi guarda" e che non ci deve essere alcun tipo di censura o controllo dell'arte.
Il Partito Democratico ha richiesto spiegazioni al ministro Alessandro Giuli, ma la capogruppo Irene Manzi sostiene che il ritratto è una grave violazione del patrimonio culturale e che non può essere utilizzato per attacchi politici.