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Il Nuovo Rifredi va in scena con "I coniugi Ubu", un'operetta grottesca che si basa sul testo shakespeariano e francese. La produzione è stata scritta e diretta da Angelo Savelli, fondatore della compagnia teatrale Pupi e Fresedde, nota per la sua attenzione ai lavori internazionali e alle compagnie emergenti.
Il regista fiorentino spiega che l'allestimento esplora il tema del potere, presente in altri spettacoli della stagione come "Donald" di Stefano Massini, che ripercorre l'ascesa di Trump. Tuttavia, al posto della chiave drammatica, si è scelti un tono grottesco.
"I coniugi Ubu" è liberamente ispirato alla commedia francese di Alfred Jarry, in cui un uomo assetato di potere uccide il re di Polonia per impadronirsi del trono. Savelli considera Jarry un precursore della sperimentazione dell'avanguardia e un profeta che ha previsto le dittature del XX secolo.
La produzione sarà interpretata dal Teatro della Toscana e debutterà martedì 3 febbraio, con repliche fino a domenica 8. Sarà l'occasione per celebrare i quaranta anni dalla riapertura del Teatro di Rifredi di Firenze, rinominato Nuovo Rifredi Scena Aperta.
La stagione è stata programmata con un focus sull'arte internazionale e sulla collaborazione tra artisti e compagnie emergenti. Il regista Savelli spiega che il teatro è una casa dove si produce e si lavora sintonizzati sia sul piano creativo sia sulle esigenze del pubblico, ed è per questo che ha scelto di esplorare il tema del potere in un modo diverso da quello tradizionale.
La produzione sarà una occasione per riflettere sulla importanza della drammaturgia internazionale e sulla sua capacità di evocare temi universali, come la brama di potere e le sue conseguenze.
Il regista fiorentino spiega che l'allestimento esplora il tema del potere, presente in altri spettacoli della stagione come "Donald" di Stefano Massini, che ripercorre l'ascesa di Trump. Tuttavia, al posto della chiave drammatica, si è scelti un tono grottesco.
"I coniugi Ubu" è liberamente ispirato alla commedia francese di Alfred Jarry, in cui un uomo assetato di potere uccide il re di Polonia per impadronirsi del trono. Savelli considera Jarry un precursore della sperimentazione dell'avanguardia e un profeta che ha previsto le dittature del XX secolo.
La produzione sarà interpretata dal Teatro della Toscana e debutterà martedì 3 febbraio, con repliche fino a domenica 8. Sarà l'occasione per celebrare i quaranta anni dalla riapertura del Teatro di Rifredi di Firenze, rinominato Nuovo Rifredi Scena Aperta.
La stagione è stata programmata con un focus sull'arte internazionale e sulla collaborazione tra artisti e compagnie emergenti. Il regista Savelli spiega che il teatro è una casa dove si produce e si lavora sintonizzati sia sul piano creativo sia sulle esigenze del pubblico, ed è per questo che ha scelto di esplorare il tema del potere in un modo diverso da quello tradizionale.
La produzione sarà una occasione per riflettere sulla importanza della drammaturgia internazionale e sulla sua capacità di evocare temi universali, come la brama di potere e le sue conseguenze.