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Il silenzio di Putin è un palmo di naso per Trump. Il presidente russo, considerato uno dei leader più potenti del mondo, ha scelto la cautela e l'omertà, dopo lo scontro con il presidente americano in Nord Atlantico. La petroliera della "flotta ombra" russa, che batteva bandiera russa ed era scortata da un sommergibile della Marina di Mosca, è stata sequestrata dalle forze navali americane. Lo Zar ha cercato di telefonare a Trump per averne un resoconto e chiedere l'immediato rilascio dei marinai russi, ma il capo della Casa Bianca si è negato.
Il tono generale, soprattutto da parte dei soliti pifferai della propaganda, è stato all'insegna della cautela e di una ostentata minimizzazione. Significativa in proposito la retromarcia di Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, che ha corretto il tiro dopo aver definito le azioni di Trump "illegali".
Il presidente della Commissione Esteria della Duma, Leonid Slutsky, ha definito l'attacco un "atto di pirateria", mentre Aleksey Zhuralev, numero due della Commissione Difesa, ha equiparato l'azione Usa contro la Marinera a un "attacco al territorio russo". Dmitrij Suslov, consigliere di politica estera del Cremlino, ha dichiarato che "gli Usa rimangono un avversario della Russia".
Lo Zar Putin ha scelto di non irritare Trump e di tenersi lontano da una reazione dura. La guerra contro Kiev è un buco nero che consuma tutte le risorse della Russia, secondo Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center.
Il tono generale, soprattutto da parte dei soliti pifferai della propaganda, è stato all'insegna della cautela e di una ostentata minimizzazione. Significativa in proposito la retromarcia di Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, che ha corretto il tiro dopo aver definito le azioni di Trump "illegali".
Il presidente della Commissione Esteria della Duma, Leonid Slutsky, ha definito l'attacco un "atto di pirateria", mentre Aleksey Zhuralev, numero due della Commissione Difesa, ha equiparato l'azione Usa contro la Marinera a un "attacco al territorio russo". Dmitrij Suslov, consigliere di politica estera del Cremlino, ha dichiarato che "gli Usa rimangono un avversario della Russia".
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