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"Brexit, un errore che non si scorda facilmente. La Brexit, quella votazione del 2016, in cui la Gran Bretagna è andata a lasciare l'Unione Europea, è stata una delle decisioni più controse della storia britannica. Una decisione che ha lasciato il Regno Unito con la testa fra le nuvole e un futuro incerto.
Il 52% dei votanti ha scelto di lasciare l'UE, mentre il 48% avrebbe voluto restarci. Quel giorno, giovedì 23 giugno 2016, gli inglesi si sono scoperti insicuri e emotivi. Un popolo convinto della propria calma razionalità, che ha dovuto affrontare un trauma profondo.
Ma cosa è successo? Come è potuto accadere che un paese come il Regno Unito, con una storia così ricca e una cultura così forte, abbia deciso di lasciare l'Unione Europea? La risposta è semplice: si trattava di un errore politico.
Il referendum del 2016 è stato vinto dal "Leave" grazie al genio di alcuni politici conservatori come Dominic Cummings e Michael Gove, ma anche all'opportunismo di altri come Boris Johnson. Il "Remain", invece, ha perso per l'insipienza del primo ministro David Cameron.
Ma l'errore non si ferma qui. La Brexit è diventata un problema economico, con un commercio più complesso e controlli doganali che riducono le esportazioni e aumentano i prezzi. Il turismo è stato anche colpito, mentre il servizio sanitario nazionale (NHS) ha avuto meno risorse e si è trovato a corto di personale.
E non solo. La frontiera tra Irlanda del Nord e l'Irlanda è diventata un problema politico ed economico, creando tensioni interne e complicazioni commerciali. La Scozia aveva votato per restare nell'UE, e le spinte separatiste non sono finite.
In sintesi, la Brexit è stato un errore che non si scorda facilmente. Un errore che ha lasciato il Regno Unito con la testa fra le nuvole e un futuro incerto. Ma forse, è già tempo di imparare dalle conseguenze di questa decisione e di cercare una via d'uscita. Perché, come dice il vecchio detto inglese, "il passato non è mai troppo lontano".
Il 52% dei votanti ha scelto di lasciare l'UE, mentre il 48% avrebbe voluto restarci. Quel giorno, giovedì 23 giugno 2016, gli inglesi si sono scoperti insicuri e emotivi. Un popolo convinto della propria calma razionalità, che ha dovuto affrontare un trauma profondo.
Ma cosa è successo? Come è potuto accadere che un paese come il Regno Unito, con una storia così ricca e una cultura così forte, abbia deciso di lasciare l'Unione Europea? La risposta è semplice: si trattava di un errore politico.
Il referendum del 2016 è stato vinto dal "Leave" grazie al genio di alcuni politici conservatori come Dominic Cummings e Michael Gove, ma anche all'opportunismo di altri come Boris Johnson. Il "Remain", invece, ha perso per l'insipienza del primo ministro David Cameron.
Ma l'errore non si ferma qui. La Brexit è diventata un problema economico, con un commercio più complesso e controlli doganali che riducono le esportazioni e aumentano i prezzi. Il turismo è stato anche colpito, mentre il servizio sanitario nazionale (NHS) ha avuto meno risorse e si è trovato a corto di personale.
E non solo. La frontiera tra Irlanda del Nord e l'Irlanda è diventata un problema politico ed economico, creando tensioni interne e complicazioni commerciali. La Scozia aveva votato per restare nell'UE, e le spinte separatiste non sono finite.
In sintesi, la Brexit è stato un errore che non si scorda facilmente. Un errore che ha lasciato il Regno Unito con la testa fra le nuvole e un futuro incerto. Ma forse, è già tempo di imparare dalle conseguenze di questa decisione e di cercare una via d'uscita. Perché, come dice il vecchio detto inglese, "il passato non è mai troppo lontano".