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La situazione attuale dell'Autorità per la Privacy è estremamente compromessa. La dimissioni del quarto membro, l'avvocato Guido Scorza, ha lasciato un vuoto nella composizione del Collegio e solleva nuove questioni sulla sua validità. L'unica cosa certa è che il presidente Pasquale Stanzione si trova in una posizione difensiva, sostenendo che le spese fatte sono state tutte autorizzate e cercando di screditare la figura di Angelo Fanizza.
La domanda è: chi ha autorizzato queste spese? Il riferimento potrebbe essere all'ex segretario generale Fanizza, che è diventato uno dei principali accusatori nell'inchiesta giudiziaria. La situazione è quindi diventata politica e l'opposizione si trova nella posizione di chiedere il sostituto del consigliere dimesso.
La questione della validità delle decisioni prese dal Collegio è ancora aperta, ma sembra che la magistratura sia in grado di garantire una certa stabilità. In ogni caso, l'operato dell'Autorità per la Privacy deve essere difeso, non i nomi dei suoi membri.
La domanda è: chi ha autorizzato queste spese? Il riferimento potrebbe essere all'ex segretario generale Fanizza, che è diventato uno dei principali accusatori nell'inchiesta giudiziaria. La situazione è quindi diventata politica e l'opposizione si trova nella posizione di chiedere il sostituto del consigliere dimesso.
La questione della validità delle decisioni prese dal Collegio è ancora aperta, ma sembra che la magistratura sia in grado di garantire una certa stabilità. In ogni caso, l'operato dell'Autorità per la Privacy deve essere difeso, non i nomi dei suoi membri.