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La fine dell'essere umano è un tema che ci mette a disagio e ci fa pensare alla nostra caducità. Ma come possiamo anticiparla? C'è qualcosa di particolare che i malati terminali mostrano 24 ore prima della morte?
Secondo il libro dell'infermiera Julie McFadden, una donna che ha lavorato con pazienti in fase terminale durante gli ultimi 16 anni, ci sono tre sintomi comuni a tutti coloro che stanno per morire.
Il primo è il "rantolo della morte", un gemito fare dai degenti che sottolinea la stanchezza e il dolore. Questo rantolo è molto comune nei pazienti che si trovano in una condizione di difficoltà respiratoria.
Il secondo sintomo è il cambiamento del modo di respirare, con respiri più lenti e più lunghi, come se il paziente stesse facendo pause tra un respiro e l'altro. Questo cambiamento può creare un senso di disagio anche per i cari che si trovano al capezzale del malato.
E poi c'è lo "sguardo della morte", il momento in cui il paziente respira ancora, ma non è più presente a se stesso. I suoi occhi possono apparire vitrei o sfocati, come se stesse guardando qualcosa che non vedeva più. Questo sguardo è come un segnale di allarme, un segno che il paziente è pronto a lasciarsi andare.
Ma la morte rimane un evento estremamente soggettivo e individuale, che cambia da persona a persona. Non c'è una sola esperienza che sia universalmente comune a tutti gli esseri umani.
Eppure, avere conoscenza di questi sintomi potrebbe aiutare i familiari e i cari a capire cosa aspettarsi quando un prossimo sta per morire.
Secondo il libro dell'infermiera Julie McFadden, una donna che ha lavorato con pazienti in fase terminale durante gli ultimi 16 anni, ci sono tre sintomi comuni a tutti coloro che stanno per morire.
Il primo è il "rantolo della morte", un gemito fare dai degenti che sottolinea la stanchezza e il dolore. Questo rantolo è molto comune nei pazienti che si trovano in una condizione di difficoltà respiratoria.
Il secondo sintomo è il cambiamento del modo di respirare, con respiri più lenti e più lunghi, come se il paziente stesse facendo pause tra un respiro e l'altro. Questo cambiamento può creare un senso di disagio anche per i cari che si trovano al capezzale del malato.
E poi c'è lo "sguardo della morte", il momento in cui il paziente respira ancora, ma non è più presente a se stesso. I suoi occhi possono apparire vitrei o sfocati, come se stesse guardando qualcosa che non vedeva più. Questo sguardo è come un segnale di allarme, un segno che il paziente è pronto a lasciarsi andare.
Ma la morte rimane un evento estremamente soggettivo e individuale, che cambia da persona a persona. Non c'è una sola esperienza che sia universalmente comune a tutti gli esseri umani.
Eppure, avere conoscenza di questi sintomi potrebbe aiutare i familiari e i cari a capire cosa aspettarsi quando un prossimo sta per morire.