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La collezione primavera/estate 2026 di Giorgio Armani Privé è una vera e propria svolta di gusto, grazie all'innovativo sguardo femminile dei progettisti. Silvana Armani, responsabile della linea Donna dopo aver lavorato accanto allo zio Giorgio per 45 anni, ha finalmente preso il timone dell'editoria più esclusiva del marchio. E si tratta di un passaggio importante, poiché è l'unica donna a capo dello stile tra i marchi che sfilano in questa Haute Couture Fashion Week parigina.
La cromatica rilassata, tipica della pietra giada, che i cinesi credono protettiva, è il tono dominante della collezione. Ma è l'attenzione al dettaglio che rende tutto fluido e armonioso. Si pensi alle tasche trasformate in piccole pochette infilate nel taschino delle giacche o ai tailleur pantaloni bianchi con la giacca accostata al busto, un look che Silvana Armani descrive come "somiglia a me".
Un altro elemento innovativo è l'uso di questo dress code per il giorno e non solo per le grandi serate o per i red carpet. "Il mio tocco personale è stato rendere tutto indossabile", spiega la designer, sottolineando una differenza rispetto all'opinione dello zio Giorgio.
Inoltre, l'editing della sfilata sembra essere più concentrato e meno diluito in ripetizioni. I ricami e i cristalli sparsi su abiti lunghi e giacche creano un effetto di accoglienza che è completamente nuovo nel marchio Armani Privé.
Eppure, pur avendo preso il controllo della direzione artistica del marchio, Silvana Armani si trova ancora a interpretare la visione del defunto zio Giorgio, "un imprinting indelebile" che è diventato un'ossessiva insegna del marchio.
La cromatica rilassata, tipica della pietra giada, che i cinesi credono protettiva, è il tono dominante della collezione. Ma è l'attenzione al dettaglio che rende tutto fluido e armonioso. Si pensi alle tasche trasformate in piccole pochette infilate nel taschino delle giacche o ai tailleur pantaloni bianchi con la giacca accostata al busto, un look che Silvana Armani descrive come "somiglia a me".
Un altro elemento innovativo è l'uso di questo dress code per il giorno e non solo per le grandi serate o per i red carpet. "Il mio tocco personale è stato rendere tutto indossabile", spiega la designer, sottolineando una differenza rispetto all'opinione dello zio Giorgio.
Inoltre, l'editing della sfilata sembra essere più concentrato e meno diluito in ripetizioni. I ricami e i cristalli sparsi su abiti lunghi e giacche creano un effetto di accoglienza che è completamente nuovo nel marchio Armani Privé.
Eppure, pur avendo preso il controllo della direzione artistica del marchio, Silvana Armani si trova ancora a interpretare la visione del defunto zio Giorgio, "un imprinting indelebile" che è diventato un'ossessiva insegna del marchio.