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Una tragedia senza fine a Niscemi. La frana che ha devastato il paese siciliano nel 1997 continua ancora oggi a minacciare la vita dei suoi abitanti. La Provincia, l'Amministrazione e il Comune sembrano essere stati insufficientemente preparati per fronteggiare il rischio idrogeologico che ha spaventato le case e le strade.
Mentre i 1309 sfollati sono costretti a vivere all'aperto, sperando di trovare un posto dove riprendere la propria vita, Musumeci si è assunto l'onere di indagare su come non sia stato sufficientemente interventi per evitare questo disastro. Anche se il ministro ritiene che "forse" un'intervento tempestivo nel 1997 avrebbe potuto prevenire la tragedia, siamo costretti a ricordarci che le questioni di gestione delle risorse idriche e di sicurezza devono essere affrontate con serietà e tempestività.
D'altra parte, il sindaco Conti difende l'operato del Comune affermando che "gli uffici hanno la documentazione", ma questo non è sufficiente. Anche se siamo in regime di emergenza, il rischio idrogeologico non può essere dimenticato.
Musumeci ha annunciato una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, un passo importante per almeno aiutare le famiglie a sopravvivere. Tuttavia, è necessario che vengano individuate nuove aree in cui costruire e che si lavorino su soluzioni per aiutare le aziende del luogo.
Il Ministero degli Esteri chiederà l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà perché la sicilia rischia di essere privata delle risorse fondamentali. Sarà quindi necessario anche un'impegno più radicale da parte della politica, per affrontare il problema in modo tempestivo.
La situazione degli sfollati è disperante: 1309 persone costrette a vivere all'aperto, con solo poche strade e case che possano ospitarle. Il paese di Niscemi non c'è più, è un luogo abbandonato da tanto tempo.
La frana continua ad essere una minaccia per il territorio. La situazione è ancora attiva e i vigili del fuoco stanno cercando di recuperare gli oggetti che sono stati spazzati via dall'uragano. È necessario un intervento più tempestivo, affinché non si perdano altri oggetti e animali.
In fine, il geologo Roberto Troncarelli sostiene che "non ci sono soluzioni tecniche" per stabilizzare definitivamente il versante, quindi bisogna riconsiderare la ricostruzione del paese in modo da evitare ulteriori tragedie.
Mentre i 1309 sfollati sono costretti a vivere all'aperto, sperando di trovare un posto dove riprendere la propria vita, Musumeci si è assunto l'onere di indagare su come non sia stato sufficientemente interventi per evitare questo disastro. Anche se il ministro ritiene che "forse" un'intervento tempestivo nel 1997 avrebbe potuto prevenire la tragedia, siamo costretti a ricordarci che le questioni di gestione delle risorse idriche e di sicurezza devono essere affrontate con serietà e tempestività.
D'altra parte, il sindaco Conti difende l'operato del Comune affermando che "gli uffici hanno la documentazione", ma questo non è sufficiente. Anche se siamo in regime di emergenza, il rischio idrogeologico non può essere dimenticato.
Musumeci ha annunciato una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, un passo importante per almeno aiutare le famiglie a sopravvivere. Tuttavia, è necessario che vengano individuate nuove aree in cui costruire e che si lavorino su soluzioni per aiutare le aziende del luogo.
Il Ministero degli Esteri chiederà l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà perché la sicilia rischia di essere privata delle risorse fondamentali. Sarà quindi necessario anche un'impegno più radicale da parte della politica, per affrontare il problema in modo tempestivo.
La situazione degli sfollati è disperante: 1309 persone costrette a vivere all'aperto, con solo poche strade e case che possano ospitarle. Il paese di Niscemi non c'è più, è un luogo abbandonato da tanto tempo.
La frana continua ad essere una minaccia per il territorio. La situazione è ancora attiva e i vigili del fuoco stanno cercando di recuperare gli oggetti che sono stati spazzati via dall'uragano. È necessario un intervento più tempestivo, affinché non si perdano altri oggetti e animali.
In fine, il geologo Roberto Troncarelli sostiene che "non ci sono soluzioni tecniche" per stabilizzare definitivamente il versante, quindi bisogna riconsiderare la ricostruzione del paese in modo da evitare ulteriori tragedie.