VoceDiMilano
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I numeri dell'Agenzia delle Entrate sono impressionanti. In totale, oltre 200mila persone fisiche e imprese sono state identificate come "furbetti" sistematici dell'evasione fiscale. Questo significa che il Fisco sarà costretto a inviare oltre due milioni di lettere agli evasori, un numero che è destinato a causare preoccupazione anche per coloro che non lo sono.
Il direttore delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha spiegato che l'analisi del rischio dell'Agenzia si basa su criteri selettivi, come ad esempio le incongruenze nelle dichiarazioni dei contribuenti. Questo significa che il Fisco sarà in grado di identificare e "intercettare" quegli che presentano casi particolarmente significativi.
Secondo Carbone, ci sono due tipologie di evasori. La prima categoria comprende coloro che non hanno presentato alcuna dichiarazione dei redditi nel 2025, mentre la seconda categoria include quelli che fatturano in nero al 100%. In questo caso, il Fisco è completamente sconosciuto e non ha informazioni su di loro.
Il direttore delle Entrate spiega che gli evasori del secondo tipo sono particolarmente pericolosi perché svolgono la loro attività completamente in nero. Il 57% di questi soggetti non aveva presentato alcuna dichiarazione dei redditi, mentre il resto era completamente ignoto al Fisco.
Il punto è che gli studi del settore indicano che una riduzione dell'evasione fiscale avrebbe effetti molto significativi sul debito pubblico. Se il trend andasse avanti fino al 2028, il Pil sarebbe maggiore dello 0,3% e la riduzione del rapporto debito/Pil sarebbe più di 4 punti entro i prossimi 15 anni.
In questo senso, le lettere pronte agli evasori vanno considerate come una sorta di promemoria per ricordare ai contribuenti di rivedere il loro comportamento e verificare se sia o meno corretto. Una trincea delle lettere andrà ai contribuenti che hanno dimenticato, altre saranno indirizzate a quelli che non hanno presentato la dichiarazione, mentre sull'Iva verranno segnalati i casi in cui per presenza fatture e corrispettivi emessi non risultano adempimenti periodici.
Il direttore delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha spiegato che l'analisi del rischio dell'Agenzia si basa su criteri selettivi, come ad esempio le incongruenze nelle dichiarazioni dei contribuenti. Questo significa che il Fisco sarà in grado di identificare e "intercettare" quegli che presentano casi particolarmente significativi.
Secondo Carbone, ci sono due tipologie di evasori. La prima categoria comprende coloro che non hanno presentato alcuna dichiarazione dei redditi nel 2025, mentre la seconda categoria include quelli che fatturano in nero al 100%. In questo caso, il Fisco è completamente sconosciuto e non ha informazioni su di loro.
Il direttore delle Entrate spiega che gli evasori del secondo tipo sono particolarmente pericolosi perché svolgono la loro attività completamente in nero. Il 57% di questi soggetti non aveva presentato alcuna dichiarazione dei redditi, mentre il resto era completamente ignoto al Fisco.
Il punto è che gli studi del settore indicano che una riduzione dell'evasione fiscale avrebbe effetti molto significativi sul debito pubblico. Se il trend andasse avanti fino al 2028, il Pil sarebbe maggiore dello 0,3% e la riduzione del rapporto debito/Pil sarebbe più di 4 punti entro i prossimi 15 anni.
In questo senso, le lettere pronte agli evasori vanno considerate come una sorta di promemoria per ricordare ai contribuenti di rivedere il loro comportamento e verificare se sia o meno corretto. Una trincea delle lettere andrà ai contribuenti che hanno dimenticato, altre saranno indirizzate a quelli che non hanno presentato la dichiarazione, mentre sull'Iva verranno segnalati i casi in cui per presenza fatture e corrispettivi emessi non risultano adempimenti periodici.