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Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell è sotto tiro. Trump gli ha lanciato un attacco senza precedenti, accusandolo di essere "bravo niente". Il contesto è quello dei 2,5 miliardi di dollari spesi per ristrutturare due edifici storici della Fed a Washington.
Il presidente americano sostiene che il progetto non ha nulla a che fare con i tassi di interesse, ma Trump insiste. "È l'unica pressione che ha" dice il presidente, accusando la Fed di essere troppo dura. Powell risponde che il problema è che i tassi sono troppo alti e che "ha fatto del male a molte persone".
Powell rompe il silenzio e accusa apertamente l'amministrazione di voler minare l'indipendenza della Fed nella definizione della politica monetaria. Il presidente della Federal Reserve sostiene che la Fed ha fatto tutto il possibile per tenere informato il Congresso, ma che questi sono solo pretesti.
Tre ex presidenti della Federal Reserve e quattro ex segretari del Tesoro hanno firmato una dichiarazione a sostegno di Powell. Hanno accusato Trump di utilizzare attacchi giudiziari per minare l'indipendenza della Fed, un tentativo senza precedenti.
Il Senato repubblicano si è messo in discussione, con senatori come Thom Tillis che ha avvertito che la vicenda giudiziaria rischia di compromettere l'indipendenza e la credibilità del Dipartimento di Giustizia. La senatrice Lisa Murkowski ha annunciato che si opporrà a qualsiasi nomina finché la vicenda non sarà chiarita.
L'impatto sui mercati è stato immediato: il Dow Jones è crollato oltre mezzo punto percentuale, lo S&P 500 e il Nasdaq hanno seguito con ribassi più contenuti. Gli investitori si sono rifugiati nei beni considerati più sicuri, come l'oro che ha toccato un nuovo massimo storico.
Ma il conflitto tra Casa Bianca e la Fed potrebbe tradursi in un aumento dei costi di finanziamento per famiglie e imprese. Gli analisti avvertono che un conflitto prolungato potrebbe avere conseguenze negative sull'economia.
Il presidente americano sostiene che il progetto non ha nulla a che fare con i tassi di interesse, ma Trump insiste. "È l'unica pressione che ha" dice il presidente, accusando la Fed di essere troppo dura. Powell risponde che il problema è che i tassi sono troppo alti e che "ha fatto del male a molte persone".
Powell rompe il silenzio e accusa apertamente l'amministrazione di voler minare l'indipendenza della Fed nella definizione della politica monetaria. Il presidente della Federal Reserve sostiene che la Fed ha fatto tutto il possibile per tenere informato il Congresso, ma che questi sono solo pretesti.
Tre ex presidenti della Federal Reserve e quattro ex segretari del Tesoro hanno firmato una dichiarazione a sostegno di Powell. Hanno accusato Trump di utilizzare attacchi giudiziari per minare l'indipendenza della Fed, un tentativo senza precedenti.
Il Senato repubblicano si è messo in discussione, con senatori come Thom Tillis che ha avvertito che la vicenda giudiziaria rischia di compromettere l'indipendenza e la credibilità del Dipartimento di Giustizia. La senatrice Lisa Murkowski ha annunciato che si opporrà a qualsiasi nomina finché la vicenda non sarà chiarita.
L'impatto sui mercati è stato immediato: il Dow Jones è crollato oltre mezzo punto percentuale, lo S&P 500 e il Nasdaq hanno seguito con ribassi più contenuti. Gli investitori si sono rifugiati nei beni considerati più sicuri, come l'oro che ha toccato un nuovo massimo storico.
Ma il conflitto tra Casa Bianca e la Fed potrebbe tradursi in un aumento dei costi di finanziamento per famiglie e imprese. Gli analisti avvertono che un conflitto prolungato potrebbe avere conseguenze negative sull'economia.