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I servizi sociali del nostro Paese, come nel caso di Massimo Bramandi, fiorentino, sono in crisi. Un uomo, che da due anni non vede più la figlia, si rende conto che la sua famiglia è stata strappata via e che lui è stato dimenticato. "Sono due anni e sette mesi che io non so nemmeno mia figlia più com'è fatta", racconta Bramandi.
La vicenda inizia ad agosto del 2023, quando Bramandi saluta la sua compagna e la bambina, come faceva di solito, per poi scoprire che lei era partita con un uomo estraneo, lasciando lui all'oscuro. La moglie fa una denuncia per maltrattamenti in famiglia, e il padre viene escluso dalla vita della figlia. Le indagini durano circa un anno e mezzo e si chiudono senza processare le accuse.
Quindi, all'inizio del 2024, il Tribunale per i Minorenni stabilisce che padre e bambina possono incontrarsi, ma gli incontri non avvengono mai. La bambina viene collocata con la madre in una struttura protetta. Bramandi contatta gli assistenti sociali senza risposta, quindi decede di presentarsi personalmente.
Il suo accesso è registrato, e lui viene cacciato dall'ufficio. Anche qui il problema è che gli appuntamenti sono stati falliti perché la bambina non voglia vedere il padre. Bramandi respinge questa spiegazione: "Assolutamente no. Io ho con mia figlia un rapporto bellissimo. Io amo mia figlia, è tutta la mia vita, quindi non vedo l'ora di riabbracciarla e credo che sicuramente io sia il suo punto di riferimento".
La vicenda inizia ad agosto del 2023, quando Bramandi saluta la sua compagna e la bambina, come faceva di solito, per poi scoprire che lei era partita con un uomo estraneo, lasciando lui all'oscuro. La moglie fa una denuncia per maltrattamenti in famiglia, e il padre viene escluso dalla vita della figlia. Le indagini durano circa un anno e mezzo e si chiudono senza processare le accuse.
Quindi, all'inizio del 2024, il Tribunale per i Minorenni stabilisce che padre e bambina possono incontrarsi, ma gli incontri non avvengono mai. La bambina viene collocata con la madre in una struttura protetta. Bramandi contatta gli assistenti sociali senza risposta, quindi decede di presentarsi personalmente.
Il suo accesso è registrato, e lui viene cacciato dall'ufficio. Anche qui il problema è che gli appuntamenti sono stati falliti perché la bambina non voglia vedere il padre. Bramandi respinge questa spiegazione: "Assolutamente no. Io ho con mia figlia un rapporto bellissimo. Io amo mia figlia, è tutta la mia vita, quindi non vedo l'ora di riabbracciarla e credo che sicuramente io sia il suo punto di riferimento".