La foto della polizia che ha scatenato la polemica: un messaggio sbagliato?
La foto diffusa dopo gli scontri a Torino, in cui si vede l'agente pestato da Askatasuna e difeso da un collega, è stata interpretata come un messaggio di fratellanza e aiuto reciproco. Tuttavia, molti ritengono che il grande errore sia stato cancellare il volto della persona in questione, trasformandola in una semplice attrazione turistica.
In realtà, la cosa migliore sarebbe stata mettere un bel biglietto all'ingresso, trasformarlo in un luogo di carità o finanziarne l'opera di restauro. Ma no, i politici sono troppo perbenisti e preferiscono parlare di qualcosa che non c'è.
La polemica è stata lanciata anche dal ministro dei lavori pubblici, che sostiene che il video in cui si vede il poliziotto massacrato sia falso. Ma i video reali degli scontri a Torino mostrano un agente che viene pestato da Askatasuna, senza alcun indizio di una fuga della polizia.
Ecco perché i video in cui si vedono i poliziotti colpire con manganellate i manifestanti o arrestare un fotografo non sono affatto paragonabili a quelle orripilanti immagini del poliziotto preso a martellate. In realtà, gli agenti fanno solo il loro dovere, e se i cortei seguono il percorso prestabilito, non succede niente.
Ma cosa accade quando chi è in piazza pretende di passare dove non gli è permesso? Ecco lì che emerge la vera questione: distinguere tra un black bloc e un pirla che si trova lì per caso. Ecco perché molti dei miei colleghi sbagliano, riprendendo solo i poliziotti ed escludendo qualsiasi altro contesto.
E poi c'è il ministro del lavoro, che sostiene che i treni siano sempre in ritardo. Ma è vero? E la risposta di Salvini, che dice "glieli do dopo"? Sono un po' stanchi di questi maestri del giornalismo, che si concentra solo sulle questioni più facili e trascurano quelle che veramente contano.
Infine, il problema dei disordini a Milano nel 2015. Chi è responsabile? I black bloc o le forze dell'ordine? La risposta è semplice: non importa chi sia responsabile, ma è chiaro che la gente si travisa e tira fuori le mazze, e gli agenti devono operare in modo di arrestarli.
La foto diffusa dopo gli scontri a Torino, in cui si vede l'agente pestato da Askatasuna e difeso da un collega, è stata interpretata come un messaggio di fratellanza e aiuto reciproco. Tuttavia, molti ritengono che il grande errore sia stato cancellare il volto della persona in questione, trasformandola in una semplice attrazione turistica.
In realtà, la cosa migliore sarebbe stata mettere un bel biglietto all'ingresso, trasformarlo in un luogo di carità o finanziarne l'opera di restauro. Ma no, i politici sono troppo perbenisti e preferiscono parlare di qualcosa che non c'è.
La polemica è stata lanciata anche dal ministro dei lavori pubblici, che sostiene che il video in cui si vede il poliziotto massacrato sia falso. Ma i video reali degli scontri a Torino mostrano un agente che viene pestato da Askatasuna, senza alcun indizio di una fuga della polizia.
Ecco perché i video in cui si vedono i poliziotti colpire con manganellate i manifestanti o arrestare un fotografo non sono affatto paragonabili a quelle orripilanti immagini del poliziotto preso a martellate. In realtà, gli agenti fanno solo il loro dovere, e se i cortei seguono il percorso prestabilito, non succede niente.
Ma cosa accade quando chi è in piazza pretende di passare dove non gli è permesso? Ecco lì che emerge la vera questione: distinguere tra un black bloc e un pirla che si trova lì per caso. Ecco perché molti dei miei colleghi sbagliano, riprendendo solo i poliziotti ed escludendo qualsiasi altro contesto.
E poi c'è il ministro del lavoro, che sostiene che i treni siano sempre in ritardo. Ma è vero? E la risposta di Salvini, che dice "glieli do dopo"? Sono un po' stanchi di questi maestri del giornalismo, che si concentra solo sulle questioni più facili e trascurano quelle che veramente contano.
Infine, il problema dei disordini a Milano nel 2015. Chi è responsabile? I black bloc o le forze dell'ordine? La risposta è semplice: non importa chi sia responsabile, ma è chiaro che la gente si travisa e tira fuori le mazze, e gli agenti devono operare in modo di arrestarli.