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Il paese dei fossili, delle torbiere e del Vecellio meno noto ma altrettanto talentoso, è Danta di Cadore. Questa comunità alta di 1.398 metri in provincia di Belluno, abitata da circa 420 persone, si trova circondata dai boschi di conifere e dal gruppo montuoso dei Brentoni, delle Marmarole e del Monte Ajarnola.
Il paesaggio in cui Danta di Cadore è incastonata è incantevole, con valle e monti che offrono una vista spettacolare. Il bosco di abete rosso esteso è un vero tesoro, con alberi altissimi da più di due secoli che dominano la scena. Ma anche qui, la tempesta Vaia nel 2018 ha causato danni ingenti.
Tuttavia, il paese non è solo una meta per gli amanti della natura e del turismo di massima caterva, ma offre anche una ricca eredità culturale e artistica. La chiesetta di Santa Barbara vanta una posizione privilegiata, adagiata sopra un'altura dalla quale si può godere una vista spettacolare sulle Dolomiti.
Il Vecellio meno noto ma altrettanto talentoso è il Museo Paleontologico "Le radici della vita", fondato dal dono generoso di Bruno Berti, che ha donato la sua collezione paleontologica per stimolare i giovani del luogo a conoscersi meglio. Lì si possono ammirare numerose ammoniti e un piccolo dinosauro della specie Psittacosaurus, che ha conservato intatta la sua struttura scheletrica.
La valle in cui si trova Danta di Cadore è anch'essa ricca di storia geologica e paleontologica. Le torbiere sono un esempio di biodiversità e rigogliosità della natura, mentre il progetto Casa Armonica per il recupero e valorizzazione del bosco attraverso una filiera sostenibile è stato determinante ai fini del recupero ecologico.
Il paesaggio in cui Danta di Cadore è incastonata è incantevole, con valle e monti che offrono una vista spettacolare. Il bosco di abete rosso esteso è un vero tesoro, con alberi altissimi da più di due secoli che dominano la scena. Ma anche qui, la tempesta Vaia nel 2018 ha causato danni ingenti.
Tuttavia, il paese non è solo una meta per gli amanti della natura e del turismo di massima caterva, ma offre anche una ricca eredità culturale e artistica. La chiesetta di Santa Barbara vanta una posizione privilegiata, adagiata sopra un'altura dalla quale si può godere una vista spettacolare sulle Dolomiti.
Il Vecellio meno noto ma altrettanto talentoso è il Museo Paleontologico "Le radici della vita", fondato dal dono generoso di Bruno Berti, che ha donato la sua collezione paleontologica per stimolare i giovani del luogo a conoscersi meglio. Lì si possono ammirare numerose ammoniti e un piccolo dinosauro della specie Psittacosaurus, che ha conservato intatta la sua struttura scheletrica.
La valle in cui si trova Danta di Cadore è anch'essa ricca di storia geologica e paleontologica. Le torbiere sono un esempio di biodiversità e rigogliosità della natura, mentre il progetto Casa Armonica per il recupero e valorizzazione del bosco attraverso una filiera sostenibile è stato determinante ai fini del recupero ecologico.