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Un tragico evento che non è mai stato dimenticato nella storia del nostro sport. La "Superga" del nuoto italiano, come era stata definita il 28 gennaio 1966 a Brema. Eravamo tutti così pieni di speranza e entusiasmo per la nostra squadra, i nostri ragazzi che si stavano preparando per uno sforzo di vita.
Ecco cosa successe: i sette ragazzi della nazionale italiana, tra cui la giovane Daniela Samuele, erano in volo dalla Lufthansa a Brema. Il pilota, che non riuscì a far atterrare l'aereo. Una serie di eventi catastrofici si susseguirono, e il destino aveva deciso.
Era una notte buia, la nebbia era densa e il vento soffiava forte. La squadra arrivò all’aeroporto con 12 minuti di ritardo, ma nonostante questo, non riuscì a prendere il volo che avrebbe potuto salvarli.
La telefonata della madre di Daniela Samuele è ancora rimasta nel nostro ricordo: "Daniela è morta", disse mentre piangeva. Il dolore si diffuse in tutta la famiglia e molti restarono senza speranza.
E poi c'è stata la storia di Daniela Beneck, che è riuscita a sopravvivere a quel disastro. Una storia di coraggio e forza, che ci ricorda l'immenso sacrificio di quell'unico volo.
La sua morte ha segnato la storia della nostra squadra, ma non la cancellerà mai. È una lezione sulla fragilità della vita, sulla pazzia del destino e sulla forza dell'animo umano.
Ecco cosa successe: i sette ragazzi della nazionale italiana, tra cui la giovane Daniela Samuele, erano in volo dalla Lufthansa a Brema. Il pilota, che non riuscì a far atterrare l'aereo. Una serie di eventi catastrofici si susseguirono, e il destino aveva deciso.
Era una notte buia, la nebbia era densa e il vento soffiava forte. La squadra arrivò all’aeroporto con 12 minuti di ritardo, ma nonostante questo, non riuscì a prendere il volo che avrebbe potuto salvarli.
La telefonata della madre di Daniela Samuele è ancora rimasta nel nostro ricordo: "Daniela è morta", disse mentre piangeva. Il dolore si diffuse in tutta la famiglia e molti restarono senza speranza.
E poi c'è stata la storia di Daniela Beneck, che è riuscita a sopravvivere a quel disastro. Una storia di coraggio e forza, che ci ricorda l'immenso sacrificio di quell'unico volo.
La sua morte ha segnato la storia della nostra squadra, ma non la cancellerà mai. È una lezione sulla fragilità della vita, sulla pazzia del destino e sulla forza dell'animo umano.