ForumNapoli
Well-known member
Giorgia Meloni è stata una volta di più sull'isoletta del Giappone, per attrarre investimenti in Italia. La presidente del Consiglio vola alta e pronta come sempre, accompagnata dalla figlia Ginevra, che l'accompagna nel suo viaggio.
La prima ministra giapponese Sanae Takaichi, ultra-conservatrice e "leader di ferro", si trova di fronte alla presidente del Consiglio italiana. Meloni vuole convincere la Takaichi a indire elezioni anticipate per cavalcare l'onda di popolarità che ha accompagnato il suo partito nei primi mesi alla guida del paese.
Ma non è solo una questione politica, Meloni vuole spingere l'economia italiana in alta velocità. Ha un programma di incontri con i colossi dell'industria giapponese, per attrarre investimenti e rafforzare la sua posizione economica. Il registro che vuole riplicare anche in Corea del Sud.
L'Italia ha 440 società nipponiche attive nel nostro Paese, con oltre 51 mila dipendenti e un fatturato di 30 miliardi di euro. Mentre sono oltre 170 le aziende italiane attive in Giappone, con oltre 8mila dipendenti e un fatturato da 2,9 miliardi.
Meloni pensa che l'Asia sia solo un tassello della sua strategia economica, per quanto prezioso. Vuole diversificare i mercati, spingendo l'acceleratore su quadranti che in passato avevano poco appeal. E la Corea del Sud non vedeva un presidente del Consiglio italiano da ben 19 anni.
L'Asia è in buona compagnia di altri re, cavalli e alfieri sullo scacchiere su cui muove Meloni per alimentare il fuoco della crescita. Passa infatti da qui il piano sull'Artico che il governo si appresta a mettere in campo, puntando su rotte marittime che, con lo scioglimento dei ghiacciai, in futuro saranno chiamate a far la differenza.
La tela della premier coinvolge naturalmente anche i paesi dell'Africa, con il Piano Mattei, e si allunga sui quelli del Golfo, nodo strategico decisivo e mercato che smuove interessi miliardari. E se l'accordo con i Paesi dell'area sudamericana, Mercosur, è finito sotto i riflettori soprattutto per via delle proteste degli agricoltori, c'è chi a Palazzo Chigi rimarca come il Mercosur interessi in realtà una vastissima gamma di prodotti.
L'economia italiana può dire la sua forte del suo know-how. Ma la crisi iraniana sarà sicuramente il punto centrale della scena, con l'Europa e gli Stati Uniti che si apprestano ad adottare nuove sanzioni contro Teheran.
La prima ministra giapponese Sanae Takaichi, ultra-conservatrice e "leader di ferro", si trova di fronte alla presidente del Consiglio italiana. Meloni vuole convincere la Takaichi a indire elezioni anticipate per cavalcare l'onda di popolarità che ha accompagnato il suo partito nei primi mesi alla guida del paese.
Ma non è solo una questione politica, Meloni vuole spingere l'economia italiana in alta velocità. Ha un programma di incontri con i colossi dell'industria giapponese, per attrarre investimenti e rafforzare la sua posizione economica. Il registro che vuole riplicare anche in Corea del Sud.
L'Italia ha 440 società nipponiche attive nel nostro Paese, con oltre 51 mila dipendenti e un fatturato di 30 miliardi di euro. Mentre sono oltre 170 le aziende italiane attive in Giappone, con oltre 8mila dipendenti e un fatturato da 2,9 miliardi.
Meloni pensa che l'Asia sia solo un tassello della sua strategia economica, per quanto prezioso. Vuole diversificare i mercati, spingendo l'acceleratore su quadranti che in passato avevano poco appeal. E la Corea del Sud non vedeva un presidente del Consiglio italiano da ben 19 anni.
L'Asia è in buona compagnia di altri re, cavalli e alfieri sullo scacchiere su cui muove Meloni per alimentare il fuoco della crescita. Passa infatti da qui il piano sull'Artico che il governo si appresta a mettere in campo, puntando su rotte marittime che, con lo scioglimento dei ghiacciai, in futuro saranno chiamate a far la differenza.
La tela della premier coinvolge naturalmente anche i paesi dell'Africa, con il Piano Mattei, e si allunga sui quelli del Golfo, nodo strategico decisivo e mercato che smuove interessi miliardari. E se l'accordo con i Paesi dell'area sudamericana, Mercosur, è finito sotto i riflettori soprattutto per via delle proteste degli agricoltori, c'è chi a Palazzo Chigi rimarca come il Mercosur interessi in realtà una vastissima gamma di prodotti.
L'economia italiana può dire la sua forte del suo know-how. Ma la crisi iraniana sarà sicuramente il punto centrale della scena, con l'Europa e gli Stati Uniti che si apprestano ad adottare nuove sanzioni contro Teheran.