DiscussioniLive
Well-known member
Una tragedia è avvenuta a Vespolate, in una strada dove i cittadini non esitano a passeggiare. Massimo Ranghino, un uomo di 59 anni, si trovava a camminare sul marciapiede di corso Garibaldi quando, improvvisamente, la sua vita è stata segnata dalla violenza della vettura.
La Dacia Sendero, guidata da una donna che ha commesso l'infrazione di cambiare luce rossa del semaforo, ha sbucato sulla strada e ha colpito Massimo Ranghino, lo steso uomo che aveva appena iniziato il suo pomeriggio. L'auto si è ritrovata inclinata contro un caseggiato, mentre la vittima era rimasta a terra, stritolata dalla vettura.
L'incidente ha causato una grande commozione tra i passanti, che hanno assistito allo spaventoso evento. L'equipe del 118 è arrivata rapidamente sul posto e ha iniziato le manovre di rianimazione, ma purtroppo non hanno avuto effetto a causa delle gravi lesioni subite dal pedone.
I carabinieri della stazione di Vespolate hanno preso atto dei fatti e hanno iniziato gli indagini. Il conducente della Dacia, non residente a Vespolate, è stato identificato e ritirato dalla patente per l'infrazione commessa.
La tragedia ha scatenato un senso di colpa tra i cittadini, che si chiedono come possa accadere un evento così tragico in una strada dove tutti passano. La cosa più grave è che Massimo Ranghino non aveva formalizzato il cambio di residenza e si trovava a vivere in un alloggio temporaneo.
La polizia locale ha imposto una misura di sicurezza sulla zona per evitare ulteriori incidenti, mentre i vigili del fuoco hanno messo in sicurezza i due veicoli coinvolti. La situazione è ancora molto confusa e la giustizia potrà essere raggiunta solo attraverso un'inchiesta approfondita.
Il caso di Massimo Ranghino serve da lezione per tutti noi: una strada, anche se piena di traffico, non è un luogo dove si può prendere una vita. La sicurezza dovrebbe sempre essere la priorità per tutti.
La Dacia Sendero, guidata da una donna che ha commesso l'infrazione di cambiare luce rossa del semaforo, ha sbucato sulla strada e ha colpito Massimo Ranghino, lo steso uomo che aveva appena iniziato il suo pomeriggio. L'auto si è ritrovata inclinata contro un caseggiato, mentre la vittima era rimasta a terra, stritolata dalla vettura.
L'incidente ha causato una grande commozione tra i passanti, che hanno assistito allo spaventoso evento. L'equipe del 118 è arrivata rapidamente sul posto e ha iniziato le manovre di rianimazione, ma purtroppo non hanno avuto effetto a causa delle gravi lesioni subite dal pedone.
I carabinieri della stazione di Vespolate hanno preso atto dei fatti e hanno iniziato gli indagini. Il conducente della Dacia, non residente a Vespolate, è stato identificato e ritirato dalla patente per l'infrazione commessa.
La tragedia ha scatenato un senso di colpa tra i cittadini, che si chiedono come possa accadere un evento così tragico in una strada dove tutti passano. La cosa più grave è che Massimo Ranghino non aveva formalizzato il cambio di residenza e si trovava a vivere in un alloggio temporaneo.
La polizia locale ha imposto una misura di sicurezza sulla zona per evitare ulteriori incidenti, mentre i vigili del fuoco hanno messo in sicurezza i due veicoli coinvolti. La situazione è ancora molto confusa e la giustizia potrà essere raggiunta solo attraverso un'inchiesta approfondita.
Il caso di Massimo Ranghino serve da lezione per tutti noi: una strada, anche se piena di traffico, non è un luogo dove si può prendere una vita. La sicurezza dovrebbe sempre essere la priorità per tutti.