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"A Crans-Montana, una notte di paura e disperazione: 171 chiamate al soccorso in un'ora e mezza". Una tragedia che ha lasciato 40 morte e 116 feriti.
Il primo gennaio, alle 1:30 del mattino, la tragedia del Constellation è esplosa sul centralino del soccorso sanitario svizzero. Testimoni allarmati, vittime terrorizzate e soccorritori increduli continuano a telefonare disperatamente per chiedere aiuto. Le registrazioni audio di queste chiamate sono ora negli atti dell'indagine della procura di Sion.
"Il Constellation è bruciato interamente", riferisce un testimone, mentre altri parlano di esplosioni e feriti gravi. La situazione si complica rapidamente, con vittime decedute e ferite in aumento. "Lanciamo il piano catastrofe" risponde l'operatore della centrale.
Le telefonate dei genitori che cercano i figli sono anche iniziate, ma le risposte dell'operatore sono tese: "Non posso dirle dove sia sua figlia o se sia lì". La Procura vallese ha deciso di concedere all'Italia l'assistenza giudiziaria, dopo una serie di iniziative di Roma.
Il Governo aveva richiamato l'ambasciatore annunciando che non sarebbe tornato in Svizzera senza l'avvio di un'effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati. Oggi, il via libero all'accesso agli atti è finalmente stato concesso.
Il primo gennaio, alle 1:30 del mattino, la tragedia del Constellation è esplosa sul centralino del soccorso sanitario svizzero. Testimoni allarmati, vittime terrorizzate e soccorritori increduli continuano a telefonare disperatamente per chiedere aiuto. Le registrazioni audio di queste chiamate sono ora negli atti dell'indagine della procura di Sion.
"Il Constellation è bruciato interamente", riferisce un testimone, mentre altri parlano di esplosioni e feriti gravi. La situazione si complica rapidamente, con vittime decedute e ferite in aumento. "Lanciamo il piano catastrofe" risponde l'operatore della centrale.
Le telefonate dei genitori che cercano i figli sono anche iniziate, ma le risposte dell'operatore sono tese: "Non posso dirle dove sia sua figlia o se sia lì". La Procura vallese ha deciso di concedere all'Italia l'assistenza giudiziaria, dopo una serie di iniziative di Roma.
Il Governo aveva richiamato l'ambasciatore annunciando che non sarebbe tornato in Svizzera senza l'avvio di un'effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Stati. Oggi, il via libero all'accesso agli atti è finalmente stato concesso.