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"Tabacco, 8mila firme in un'urna: cosa significa per il futuro del fumo e la salute italiana"
In una mossa audace, gli oncologi italiani hanno lanciato una campagna di raccolta firme per aumentare di 5 euro il prezzo dei pacchetti di sigarette e dei prodotti da fumo. L'obiettivo è contrastare il tabagismo e ridurre le morti causate dal fumo, che ogni anno uccidono 93mila persone in Italia, con un impatto economico di oltre 26 miliardi di euro.
La proposta di legge, promossa dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Airc e Fondazione Veronesi, richiede solo 50.000 firme per presentare al Parlamento e discutere il disegno di legge. La campagna, chiamata "5eurocontroilfumo", è già riuscita a raccolgere oltre 8mila firme in soli 24 ore.
L'aumento del prezzo del tabacco potrebbe favorire una diminuzione del 37% del consumo, determinando un ricavo di circa 14 miliardi di euro. Tuttavia, il presidente dell'Aiom, Massimo Di Maio, sostiene che questo non è sufficiente e che si deve mettere i consumatori "davanti ad una scelta drastica per la loro salute".
Gli oncologi ritornano sull'allarme: il tumore del polmone è la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell'UE, e il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione. Il tabagismo è anche diventato un problema tra le donne, con il 20% della popolazione femminile che fuma.
Di contro, le esperienze internazionali hanno dimostrato che l'incremento drastico del prezzo delle sigarette può essere una strategia efficace per ridurre davvero il numero di fumatori. In Italia, quasi un quarto degli adulti fuma e la diffusione tra i più giovani è preoccupante.
Tuttavia, la Società italiana di medicina ambientale (Sima) solleva le perplessità sulla necessità di una "strategia più ampia contro tutte le sostanze nocive" e lancia l'idea di una 'sin tax', una 'tassa sui vizi', già adottata con successo all'estero. Occorre affrontare in modo integrato tutte le sostanze che danneggiano la salute, conclude il presidente Alessandro Miani.
In una mossa audace, gli oncologi italiani hanno lanciato una campagna di raccolta firme per aumentare di 5 euro il prezzo dei pacchetti di sigarette e dei prodotti da fumo. L'obiettivo è contrastare il tabagismo e ridurre le morti causate dal fumo, che ogni anno uccidono 93mila persone in Italia, con un impatto economico di oltre 26 miliardi di euro.
La proposta di legge, promossa dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Airc e Fondazione Veronesi, richiede solo 50.000 firme per presentare al Parlamento e discutere il disegno di legge. La campagna, chiamata "5eurocontroilfumo", è già riuscita a raccolgere oltre 8mila firme in soli 24 ore.
L'aumento del prezzo del tabacco potrebbe favorire una diminuzione del 37% del consumo, determinando un ricavo di circa 14 miliardi di euro. Tuttavia, il presidente dell'Aiom, Massimo Di Maio, sostiene che questo non è sufficiente e che si deve mettere i consumatori "davanti ad una scelta drastica per la loro salute".
Gli oncologi ritornano sull'allarme: il tumore del polmone è la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell'UE, e il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione. Il tabagismo è anche diventato un problema tra le donne, con il 20% della popolazione femminile che fuma.
Di contro, le esperienze internazionali hanno dimostrato che l'incremento drastico del prezzo delle sigarette può essere una strategia efficace per ridurre davvero il numero di fumatori. In Italia, quasi un quarto degli adulti fuma e la diffusione tra i più giovani è preoccupante.
Tuttavia, la Società italiana di medicina ambientale (Sima) solleva le perplessità sulla necessità di una "strategia più ampia contro tutte le sostanze nocive" e lancia l'idea di una 'sin tax', una 'tassa sui vizi', già adottata con successo all'estero. Occorre affrontare in modo integrato tutte le sostanze che danneggiano la salute, conclude il presidente Alessandro Miani.