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I Bancomat stanno lavorando con i loro colleghi europei per creare una rete di pagamento unica che copra tutta Europa. Questa iniziativa è stata firmata dai circuiti membri dell'Europa Alliance, comprese le banche Epi, e promette di offrire a cittadini e commercianti un'alternativa ai pagamenti transfrontalieri gestiti da Visa e Mastercard.
La soluzione sarà basata sui bonifici istantanei e coprirà 13 paesi europei che rappresentano circa il 72% della popolazione dell'Unione Europea. Questo significa che circa 130 milioni di persone potranno pagare con un solo metodo senza dover cambiare contanti o card.
L'obiettivo è istituire entro metà del 2026 una centrale di interoperabilità che consenta ai vari sistemi di pagamento di scambiare fra loro le informazioni sulle operazioni realizzate dagli utenti. Ciò avverrà attraverso la creazione di un nuovo sistema di pagamento transfrontaliero che permetterà ai privati di pagare in modo sicuro e veloce.
Ma come si è arrivati a questo punto? Tutti i precedenti tentativi di costruire una rete paneuropea dei pagamenti sono falliti per problemi tecnologici o di "comando". Questa volta, però, assicura Fabrizio Burlando, ad di Bancomat, che "la direzione è stabilita e lo slancio è reale".
Questa iniziativa è stata pensata per rispondere alla preoccupazione della BCE sull'autonomia e sulla sovranità dei circuiti domestici. In effetti, quasi due terzi dei pagamenti elettronici in Europa sono gestiti da circuiti extra-Ue, il che crea problemi di controllo e sicurezza.
L'euro digitale è un'idea che ha già preso il via, ma questo tentativo promette di rispondere alla domanda del mercato. Il problema è se sarà possibile per i mercati con circuiti domestici collegarsi direttamente alla rete una volta creata, o se dovranno adottare la soluzione sviluppata da EuroPA ed Epi.
Per ora, il progetto sembra avere un bel momentum, ma solo il tempo dirà se sarà possibile per i privati pagare in modo sicuro e veloce senza soffrire di problemi tecnologici.
La soluzione sarà basata sui bonifici istantanei e coprirà 13 paesi europei che rappresentano circa il 72% della popolazione dell'Unione Europea. Questo significa che circa 130 milioni di persone potranno pagare con un solo metodo senza dover cambiare contanti o card.
L'obiettivo è istituire entro metà del 2026 una centrale di interoperabilità che consenta ai vari sistemi di pagamento di scambiare fra loro le informazioni sulle operazioni realizzate dagli utenti. Ciò avverrà attraverso la creazione di un nuovo sistema di pagamento transfrontaliero che permetterà ai privati di pagare in modo sicuro e veloce.
Ma come si è arrivati a questo punto? Tutti i precedenti tentativi di costruire una rete paneuropea dei pagamenti sono falliti per problemi tecnologici o di "comando". Questa volta, però, assicura Fabrizio Burlando, ad di Bancomat, che "la direzione è stabilita e lo slancio è reale".
Questa iniziativa è stata pensata per rispondere alla preoccupazione della BCE sull'autonomia e sulla sovranità dei circuiti domestici. In effetti, quasi due terzi dei pagamenti elettronici in Europa sono gestiti da circuiti extra-Ue, il che crea problemi di controllo e sicurezza.
L'euro digitale è un'idea che ha già preso il via, ma questo tentativo promette di rispondere alla domanda del mercato. Il problema è se sarà possibile per i mercati con circuiti domestici collegarsi direttamente alla rete una volta creata, o se dovranno adottare la soluzione sviluppata da EuroPA ed Epi.
Per ora, il progetto sembra avere un bel momentum, ma solo il tempo dirà se sarà possibile per i privati pagare in modo sicuro e veloce senza soffrire di problemi tecnologici.