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"Azione conclusa, ma difesa non riconosciuta: la sentenza contro il gioielliere di Grinzane Cavour"
Un episodio tragico è ancora recente nella memoria della comunità locale. Due rapinatori erano in fuga dal negozio del gioielliere Mario Roggero a Grinzane Cavour, nel valle di Cuneo, quando furono uccisi il 28 aprile 2021. Lo scorso dicembre, la Corte di appello di Torino li aveva condannati a 14 anni e 9 mesi di reclusione per duplice omicidio.
Secondo i giudici, l'azione criminale era "totalmente conclusa" quando Roggero attaccò i rapinatori. A quel punto, non ci era più alcun pericolo concreto di un'offesa, elemento essenziale per invocare la legittima difesa.
La Corte di appello ha inoltre chiarito che la riforma del 2019 sulla legittima difesa non ha modificado l'istituto nella sua sostanza. Tuttavia, la norma fa riferimento alla possibilità di agire per "respingere una intrusione", ma il codice penale richiama il comma introdotto nel 2006, che presuppone che l'attacco sia in corso o imminente e che l'uso delle armi sia necessario.
I giudici hanno spiegato che la reazione difensiva non può essere anticipata né posticipata. In questo caso, Roggero ha agito in una fase successiva alla rapina. Quanto alla pena, i giudici hanno ridotto la condanna rispetto a quella inflitta in primo grado, applicando il meccanismo della continuazione tra i reati, così da rendere la sanzione complessiva proporzionata "alla gravità del fatto".
La sentenza è stata accoltellata dalla famiglia di Andrea Spinelli, una delle vittime. I legali di parte civile hanno espresso soddisfazione per la motivazione della Corte: "La sentenza è molto bene motivata e riafferma un principio fondamentale: che la vita di ogni essere umano sia un bene protetto dalla legge".
Tuttavia, c'è ancora molta disperazione nel cuore dei familiari delle vittime. La sentenza del giudice non ha messo fine ai loro lamenti e richiami per una maggiore sicurezza nella comunità locale.
Un episodio tragico è ancora recente nella memoria della comunità locale. Due rapinatori erano in fuga dal negozio del gioielliere Mario Roggero a Grinzane Cavour, nel valle di Cuneo, quando furono uccisi il 28 aprile 2021. Lo scorso dicembre, la Corte di appello di Torino li aveva condannati a 14 anni e 9 mesi di reclusione per duplice omicidio.
Secondo i giudici, l'azione criminale era "totalmente conclusa" quando Roggero attaccò i rapinatori. A quel punto, non ci era più alcun pericolo concreto di un'offesa, elemento essenziale per invocare la legittima difesa.
La Corte di appello ha inoltre chiarito che la riforma del 2019 sulla legittima difesa non ha modificado l'istituto nella sua sostanza. Tuttavia, la norma fa riferimento alla possibilità di agire per "respingere una intrusione", ma il codice penale richiama il comma introdotto nel 2006, che presuppone che l'attacco sia in corso o imminente e che l'uso delle armi sia necessario.
I giudici hanno spiegato che la reazione difensiva non può essere anticipata né posticipata. In questo caso, Roggero ha agito in una fase successiva alla rapina. Quanto alla pena, i giudici hanno ridotto la condanna rispetto a quella inflitta in primo grado, applicando il meccanismo della continuazione tra i reati, così da rendere la sanzione complessiva proporzionata "alla gravità del fatto".
La sentenza è stata accoltellata dalla famiglia di Andrea Spinelli, una delle vittime. I legali di parte civile hanno espresso soddisfazione per la motivazione della Corte: "La sentenza è molto bene motivata e riafferma un principio fondamentale: che la vita di ogni essere umano sia un bene protetto dalla legge".
Tuttavia, c'è ancora molta disperazione nel cuore dei familiari delle vittime. La sentenza del giudice non ha messo fine ai loro lamenti e richiami per una maggiore sicurezza nella comunità locale.